Se la scelta del pediatra diventa un rebus

Ogni mamma lo sa: la scelta del pediatra cui affidare la salute del proprio pargolo è una delle più delicate da compiere. Peccato che, ancora oggi, il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) non aiuti le mamme italiane nel difficile compito. Questo, almeno, è quanto emerge da una ricerca condotta da Altroconsumo.

La ricerca
L’associazione di consumatori ha preso in considerazione l’attività svolta dal sistema pediatrico del SSN in 9 tra le principali città del Paese: Milano, Roma, Torino, Napoli, Palermo, Genova, Bologna, Firenze, Bari.

Secondo quanto emerso dall’indagine, a complicare la vita di mamme e bebè sarebbero numerosi disservizi, che iniziano proprio negli organi deputati a fornire informazioni ai cittadini.

In base a quanto previsto dalle norme in vigore, i cittadini possono recarsi allo sportello "scelta e revoca del medico e del pediatra" dell'Asl e ottenere tutte le informazioni necessarie alla scelta del pediatra. Questa possibilità, però, talvolta rimane solo teorica, perché sulle 40 visite che Altroconsumo ha effettuato, in ben 26 occasioni presso gli sportelli la lista dei pediatri di zona è stata trovata appesa alla parete o chiusa in un faldone disponibile alla consultazione; in 12 casi si è rivelato necessario rivolgersi all'impiegato per ottenerne una copia o consultarlo; in un'Asl di Bari l'impiegato non ha fornito le informazioni per "motivi di privacy" e in un'Asl di Genova l'elenco appeso alla parete non era aggiornato.

Difficoltà per la scelta del pediatra si incontrano anche online. Analizzando i siti web delle varie Asl, Altroconsumo ha scoperto che sui portali delle aziende sanitarie di Napoli, Palermo e Torino non è possibile effettuare il cambio di pediatra online, mentre tale possibilità è garantita dai siti di Firenze, Roma e Milano.

Difficoltà inevitabili
Altroconsumo ha inoltre rilevato una serie di difficoltà oggettive e difficilmente superabili, come lo scarso numero di pediatri liberi in alcune zone del Paese. Spiega l’associazione di conumatori: “"È una questione di numeri. La convenzione che regola il rapporto tra pediatri e Asl prevede che in ogni comune ci sia un pediatra per ogni 600 abitanti di età tra 0 e 6 anni. Il medico però può avere in cura fino a 800 pazienti, ma anche molto più grandi: tra 0 e 14 anni di età. In realtà a 6 anni un bambino potrebbe essere trasferito e curato dal medico di base: tuttavia, di norma, i genitori preferiscono lasciare i bambini in cura dal pediatra fino ai 14. Questo genera un grande problema di gestione: il numero dei pediatri è stabilito in base ai bambini che hanno meno di 6 anni, ma - in pratica - i pazienti in cura dal medico sono molti di più".

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