Caro-benzina: opposizione e benzinai chiedono l'accisa mobile


I benzinai lanciano l'allarme: con il caro benzina pagano i consumatori, ma rischiano di rimetterci anche i gestori delle pompe di rifornimento, che guadagnano sul venduto e non sui prezzi. Ma se il costo della benzina è troppo alto, molti consumatori ridurranno gli spostamente e tenderanno ad acquistare meno benzina. C'è una soluzione per rimediare a questi aumenti così elevati?

Secondo il presidente della Faib-Confesercenti, Martino Landi un rimedio c'è: l'accisa mobile trimestrale, che era stata introdotta nell'ultima finanziaria del governo Prodi. L'accisa, per chi non lo sapesse, è la tassa imposta sui carburanti e ovviamente, per ogni aumento dei prezzi, il fisco incassa di più.

Una soluzione tecnica è, appunto, una riduzione temporanea legata agli aumenti dei carburanti. Così lo stato incasserebbe più o meno lo stesso, ma i cittadini si ritroverebbero un prezzo di qualche centesimo più basso: ma il governo è pronto ad attuare una soluzione del genere? La benzina ormai ha superato quota € 1,50 al litro e si avvicina a 1,6o euro.

La stessa richiesta è arrivata dal Pd, per bocca del responsabile Economia Stefano Fassina e del responsabile Consumatori Antonio Lirosi: perché se l'erario si arricchisce, comunque una parte delle risorse extra possono essere restituite ai cittadini per alleviare il peso degli ultimi rincari, che tra l'altro non sono giustificati dall'aumento del prezzo del petrolio che è "solo" a 100 dollari al barile: nel 2008 con il greggio a 147 dollari la benzina non superava € 1,39 al litro. Chi sta speculando?

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