Le donne guadagnano meno: perché?

Le donne vengono pagate meno degli uomini sul lavoro
Il terzo Rapporto sulla discriminazione, diffuso dall'ILO, l'International Labour Organization, conferma qualcosa che tante donne hanno potuto constatare sulla loro pelle una volta entrate nel mercato del lavoro: il gentil sesso finisce per guadagnare dal 10% al 30% in meno rispetto ai colleghi maschi a parità di mansioni. La discriminazione femminile non si arresta e le donne possono essere comparate soltanto ad un'altra categoria soggetta a condizioni del lavoro non garantite e mal pagate, quella dei migranti.

Le donne, anche e specialmente nel nostro paese, hanno una maggiore difficoltà a trovare un impiego e quando lo trovano sono costretto a subire condizioni economiche peggiori nonostante siano più qualificate dei loro colleghi. Non smette di essere considerato un handicap la possibilità di rimanere incinte, i casi della cronaca anche recentissima provenienti dalla "civilissima" Emilia Romagna riferiscono di assunzioni mancate proprio per il timore che la nuova dipendente possa decidere di mettere su famiglia.

I posti di responsabilità, quindi anche quelli meglio retribuiti, finiscono per essere appannaggio dei maschi per una forma di pregiudizio che nulla a che vedere con i tanto sbandierati criteri del merito. L'ILO sottolinea che:


Nonostante i progressi raggiunti in termini di istruzione il divario salariale esiste ancora e le donne continuano ad essere maggiormente impiegate in lavori mal retribuiti. Se da un lato sono state introdotte progressivamente misure sulla flessibilità degli orari di lavoro come esempio di politiche a favore delle famiglie, dall'altro lato la discriminazione legata alla gravidanza e alla maternità rimane ancora un problema diffuso.

  • shares
  • Mail