Poste italiane in tilt: conciliazioni e rimborsi


Il caos che sta colpendo gli sportelli di Poste Italiane ha raggiunto livelli insostenibili. Da giorni, per un non meglio precisato "problema ai sistemi informatici", spedire una raccomandata, pagare una bolletta ed incassare la pensione è diventata una vera odissea con utenti disperati che restano ore in fila e spesso rischiano di tornare a casa a mani vuote. Il problema non sembra ancora del tutto risolto e nelle maggiori città italiane si registrano ancora code lunghissime, centinaia di persone arrabbiate alle quali non si riesce a dare una risposta.

Per questa ragione hanno iniziato a muoversi le associazioni dei consumatori che hanno chiesto, ottenendo un sì di massima dall'azienda, l'avvio di una conciliazione che "caso per caso" riconosca i danni e i risarcimenti per le vittime del malfunzionamento. Fra queste l'Adoc si mette a disposizione come spiegato dal presidente Carlo Pileri:


Chi ha avuto un danno certo e dimostrabile, ad esempio non si è potuto pagare una multa che scadeva nei giorni in cui si sono verificati i disservizi, potrà rivolgersi all’Adoc per avviare la procedura di conciliazione una procedura che mira ad evitare l’allungamento dei tempi e le spese di altre forme di ricorso giudiziario come la class action. Verrà effettuata una valutazione della situazione caso per caso, al fine di una migliore e corretta analisi del problema è bene allegare tutta la documentazione possibile, come il biglietto della fila ritirato presso l’ufficio con data e ora e il bollettino che avrebbe dovuto essere pagato.

L'Adiconsum si spinge più avanti e chiede "bonus in servizi postali" per chi ha trascorso parte della sua giornata in fila: "50 euro in favore di coloro che hanno dovuto sopportare file agli sportelli superiori alle 2 ore, e 25 euro per ogni ulteriore ora di attesa dalla seconda in poi". Queste giornate di disservizi avranno ancora un lungo strascico.

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