Debiti e Risparmio: le famiglie italiane si avvicinano all'Europa

I dati di Bankitalia, elaborati da Adusbef, tracciano un nuovo profilo della situazione finanziaria delle famiglie italiane. La crisi del quinquennio fra il 2006 e il 2010 ha avuto pesanti ripercussioni con un aumento dell'indebitamento e una netta erosione del risparmio. Le cifre parlano chiaro: le passività sono cresciute del 55% (da 595,6 a 923,3 miliardi) mentre la quantità di risorse accantonate in passato sono scese del 49% da 60 miliardi a 30,6 miliardi di euro.

Un crollo verticale, ancora più duro se si analizza il 2010 rispetto al 2009, con un -26,6% dei risparmi. La crisi morde e le famiglie sono costrette a dare fondo alle riserve per farvi fronte. La causa più importante della crescita dell'indebitamento è sempre l'acquisto della casa e i mutui sottoscritti per acquistare su un mercato che proprio in quegli anni ha conosciuto la massima crescita dei prezzi.

Le passività per prestiti di medio e lungo periodo sono passati da 425,6 a 643,4 miliardi di euro ed impressiona l'aumento delle sofferenze pari al 46,9%, dimostrazione che troppo spesso chi ha il peso delle rate di un mutuo si trova in difficoltà quando deve onorare gli impegni presi in un momento di crisi economica. La situazione non è comunque ai livelli dell'estero visto che "i nostri debiti privati del 2010 superano appena il 60% del reddito disponibile" contro l'80% dei francesi, il 90% dei tedeschi e il 110% delle famiglie spagnole. Con il nostro debito pubblico è importante che questo dato non continui a correre.
Il presidente Adusbef, Elio Lannutti, sottolinea proprio questo aspetto:


Non sappiamo per quanto durerà ancora questa situazione. Certamente le finanze familiari, che rappresentano l'unico nostro baluardo finanziario, stanno velocemente dando fondo sia ai risparmi accantonati per far fronte a situazioni di criticità, sia al merito di credito conquistato in decenni di corretta ed accorta gestione economica.

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