Spiagge bene comune, l'appello dell'Adiconsum


Ha fatto discutere, e non poco, la concessione delle spiagge (parte del demanio pubblico) ai privati. La misura, inserita nel DL Sviluppo ormai prossimo all'approvazione, era ritenuta da più parti eccessivamente favorevole ai gestori degli stabilimenti e definita un "regalo" che non poteva che ridurre il diritto dei cittadini ad accedere al bagnasciuga e di farsi una giornata al mare senza dover pagare per servizi che non sempre sono richiesti e necessari.

Pietro Giordano, segretario generale vicario di Adiconsum, lancia un appello al Governo:


Senso di responsabilità e tutela dei consumatori e delle aziende sane del settore del turismo balneare devono guidare i prossimi passi del Governo per un sistema di concessione delle spiagge. E' possibile creare un sistema di affidamenti in concessione che non punti su costi bassi per i concessionari, ma che premi i servizi ed il rispetto dei consumatori. Le spiagge sono un bene pubblico e come tali devono poter essere godute dai consumatori. Adiconsum chiede l'apertura di un tavolo di confronto tra le Associazioni dei Consumatori e le Associazioni dei Balneari capace di realizzare un Avviso comune che individui nuove normative di legge che tutelino i consumatori ed allo stesso tempo le aziende balneari sane del comparto produttivo. Troppo spesso, infatti, i bagnanti pagano balzelli non dovuti per accedere al bagnasciuga, per avere una spiaggia libera dotata di docce e di bagnini, per avere diritto a passeggiare senza ostacoli sul bagnasciuga

C'è tempo per aprire un tavolo di confronto visto che quegli articoli del DL Sviluppo che prevedevano una concessione inizialmente per 90 anni (poi ridotti a 20) è saltata durante l'esame del provvedimento nelle commissioni parlamentari. Le spiagge, per ora, non finiranno ai privati.

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