La metà degli italiani non risparmia più


Quando i trentenni e i quarantenni di oggi andranno in pensione difficilmente l'importo del loro assegno mensile supererà il 60% del reddito di oggi, gli italiani lo sanno, ne sono preoccupati, eppure non riescono a risparmiare. Il "popolo di grandi risparmiatori" non c'è più. Nonostante la consapevolezza della necessità di accantonare reddito il 52,8% della popolazione in media, ancora di più nel caso dei cittadini del meridione, non riesce a mettere da parte nemmeno un cent.

Al contrario, l'alternativa di intaccare le riserve accumulate precedentemente, e indebitarsi ricorrendo a finanziamenti e prestiti personali, è sempre più gettonata. Lo rileva l'indagine presentata oggi da Intesa-Sanpaolo e realizzata con il centro Einaudi di Torino. Il 44% del campione intervistato ha attinto ai risparmi per affrontare la crisi, il 60% ha ridotto spese per vacanze e tempo libero, il 38% ha rinviato l'acquisto di una nuova auto, anche quando il settore era ancora sostenuto dagli incentivi.

La propensione al risparmio delle famiglie italiane è al 6%, nel 1995 era al 13%, nel 1980 al 20%. Negli altri paese europei, più "cicale" di noi, la tendenza è inversa. L'esempio degli Stati Uniti ci racconta di una quota in crescita del 2,8%. I "risparmiatori" italiani sono ormai soltanto il 40% del totale, ma preferiscono il solido mattone, ma nessun lusso, si tratta dell'investimento sulla prima casa. Una delle cause? Ovviamente la precarietà e i bassi salari: fra i giovani soltanto la metà degli occupati ha un lavoro a tempo indeterminato.

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