Tasse al 70% con Obama: la paura degli americani


Gli americani hanno paura. L'amministrazione Obama è impegnata nel tentativo di far rientrare il deficit evitando il default e senza tagliare drasticamente la spesa pubblica, lo scontro con i Repubblicani (che non vogliono l'aumento delle tasse) è feroce. C'è agitazione oltreoceano e Micheal Boskin sul Wall Street Journal ha riportato una previsione a dir poco funesta per i contribuenti americani: "Preparatevi a tasse al 70%", un prelievo fiscale da stato socialista.

Si tratta di una provocazione, certamente, ma la stima del professore di Stanford, ex capo dei consiglieri economici di George W. Bush si basa anche sui numeri. Oggi l'aliquota per i redditi delle persone fisiche negli States è al 35%, ma la manovra ipotizzata dal presidente Obama dovrebbe portare nel 2013 la tassazione al 39,6%. A questa cifra bisogna aggiungere il 12,4% per i contributi previdenziali e il 2,9% per l'assistenza sanitaria, la Medicare. I contributi sono a carico del lavoratore soltanto al 50%, ma per Boskin è chiaro che questo equivale a stipendi più bassi.

Non finisce qui, a seconda dello stato di residenza ci sono altre imposte da pagare. L'esempio della California è fra i più penalizzanti e prevede un ulteriore tassazione del 10,5% che farà impennare la pressione fiscale al 44,1%, roba da italiani. Stanno poi per scadere gli sgravi fiscali decisi al tempo da Bush Jr e con il previsto aumento graduale del Medicare e l'abolizione del tetto massimo per i contributi previdenziali il lavoratore californiano pagherà presto il 58,4% di imposte. Secondo il professore se davvero Obama vorrà rientrare nel tetto del deficit programmato (841 miliardi di dollari nel 2016) in assenza di un taglio feroce alla spesa pubblica l'aliquota dovrebbe salire al 68.8% nel 2035 e all'80% nel 2050. In tutto il mondo le battaglie politiche si giocano sul tema delle tasse, il presidente Obama sta rischiando seriamente di esserne travolto.

[Via | Wall Street Journal]

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