Manovra: L'Irpef sulla prima casa, la tassa più odiata


Non c'è tassa più odiosa che quella sulla prima casa. Per conquistare i voti e le simpatie degli elettori gli schieramenti politici nell'ultimo decennio hanno fatto a gara per abolire ogni tipo di imposta sull'abitazione principale, compresa l'ICI. Con la manovra economica e il taglio lineare di tutte le agevolazioni fiscali e i bonus rischia di tornare l'imposta Irpef proprio su quel tipo di immobile.

Nel 2013 con il 5% e nel 2014 con un ulteriore 15% verrà tagliata la deduzione totale di cui gode al momento la rendita catastale della prima casa di ogni contribuente nella dichiarazione dei redditi. Torneremo tutti a pagare una tassa sulla casa, almeno quelli che hanno la "fortuna" di essere proprietari. La tassazione per ogni unità abitativa sarà su una base imponibile pari al 20% della rendita catastale non più abbattuta totalmente dalla deduzione.

Secondo i primi calcoli saranno 24 milioni e 200 mila italiani, possessori di prima casa, a dover sborsare i soldi necessari per tagliare un'agevolazione che oggi costa allo Stato circa 3 miliardi di euro annui. Le simulazioni sostengono che per una casa di 80 mq in una zona semicentrale di una delle grandi città italiane un contribuente con un reddito di 15 mila euro dovrà pagare 46 euro in più. La stangata continua.

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