ATAC Roma: biglietti a 1.50 euro e aumenti per gli abbonamenti


Il costo dei mezzi pubblici a Roma è destinato a salire. Il biglietto ordinario, oggi valido per 75 minuti e al costo di 1 euro passerà a 1.5 euro per 100 minuti. L'aumento del minutaggio è naturalmente un pannicello caldo, l'obiettivo dei vertici di Atac è quello di far cassa. Il consiglio d'amministrazione ha approvato un piano industriale che vedrà crescere anche il prezzo dell'abbonamento ordinario da 30 a 35 euro salvaguardando quelli ridotti per le categorie protette (studenti, invalidi, anziani e disoccupati e l'annuale per studenti) che rappresentano in totale circa 300 mila cittadini romani.

L'abbonamento annuale sale a 280 euro (+50 euro) mentre sui turisti si scaricheranno i maggiori aumenti con il biglietto giornaliero che passata da 4 a 6 euro e quello settimanale che cresce di 5 euro. Ora la palla passa al Comune di Roma e alla Regione Lazio, che ha l'ultima parola per dare il via libera al piano industriale, se non dovessero essere autorizzati gli aumenti saranno "ovvie le ripercussioni su investimenti e qualità dei servizi" secondo il presidente di Atac Francesco Carbonetti. Antonello Aurigemma, assessore alla Mobilità di Roma, approva la decisione:


Il piano industriale di Atac Spa segue le delibere 30 e 35 approvate dall'Assemblea Capitolina e costituisce un ulteriore passo in avanti verso il rilancio dell'azienda. Con le misure adottate si permetterà ai cittadini romani, ai pendolari e ai turisti di usufruire di un servizio del trasporto pubblico di linea di maggiore qualità. La flotta dei mezzi di superficie sarà ammodernata e redistribuita, anche grazie ai benefici apportati dall'apertura delle nuove linee della Metropolitana che incrementeranno di oltre il 50% l'attuale rete. La lotta all'evasione del pagamento del biglietto si accompagnerà all'introduzione di nuovi mezzi a basso impatto ambientale, all'eliminazione delle barriere architettoniche al restyling di 11 stazioni della Metro, a nuovi interventi in tema di sicurezza e allo sviluppo del sistema del custode care. Va sottolineato, poi, che la nuova politica tariffaria lascerà invariate le quote degli abbonamenti delle fasce socialmente deboli, che costituiscono il 60% del totale nel trasporto pubblico di linea romano
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