Prezzi sigarette: aumenti di 10 centesimi per le principali marche


Se c'è un prezzo di un prodotto per il quale noi italiani possiamo ritenerci "fortunati" è quello delle sigarette. In giro per l'Europa, basta andare in vacanza in uno qualsiasi dei paesi limitrofi, il prezzo di un pacchetto di bionde è nettamente più alto rispetto all'Italia. Le ragioni sono, in quel caso come in tanti altri succede nel nostro paese, le tasse che gli stati impongono per disincentivare il fumo.

Le sigarette sono "il male", per cui non bisogna sorprendersi se in Inghilterra per un pacchetto di Marlboro si arriva a spendere l'equivalente di 12 euro. In Italia invece si sceglie una tecnica più "soft" che fa intuire come, in verità, l'obiettivo dello stato non sia quello di spingere i suoi cittadini a fumare meno, ma piuttosto quello di fare cassa dagli aumenti periodici e regolari.

L'ultimo aumento non fa eccezione. Da sabato tutte le marche di sigarette sono state costrette ad adeguare verso l'alto, contemporaneamente con una classica manovra "di cartello", il prezzo del pacchetto da 20 sigarette di 10 centesimi. Stiamo parlando di Camel, Marlboro, Lucky Strike, Pall Mall e delle "italiane" MS. Sul sito dei Monopoli di Stato è reperibile il listino prezzi e un'interessante sezione che spiega come per "100 euro di sigarette 58,5 verranno versate nelle casse dell' erario a titolo di accisa, 17 andranno, ugualmente, allo Stato per il pagamento dell' IVA, 10 ricompenseranno il rivenditore e 14,5 costituiranno l' incasso per il produttore". Somiglia tanto a quanto viene fatto per il prezzo della benzina...

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