Tarsu 2011: la tassa sui rifiuti è aumentata, ma non è finita qui


La Tarsu vola. I cittadini, già in diverse città italiane da nord a sud, protestano. La stangata per le tasche dei contribuenti arriva dai continui aumenti della tassa sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Nel biennio 2008-2010 il rincaro medio nelle città capoluogo di regione è stato del 7,6%, ma si tratta appunto di un dato medio e soltanto sulle principali città del paese. Un 7,6% rappresenta, al netto di eventuali agevolazioni, un maggior carico per una famiglia italiana fra i 15 e i 20 euro all'anno.

La situazione non è destinata a migliorare, ci sono disavanzi pesanti da coprire un po' in tutta italia, e non soltanto nel "caso limite" di Napoli (lì la Tarsu è salita del 48% nonostante i rifiuti restino in strada per settimane a marcire), ma anche a Roma e a Venezia dove l'aumento, pur senza i pesanti disservizi del capoluogo campano, è stato del 30%

L'ondata di aumenti partita dal 2008 ha una ragione semplice: in quell'anno i Comuni hanno avuto le mani legate per le addizionali e hanno dovuto assorbire il calo del gettito l'ICI, così sono andati ad operare con gli aumenti della famigerata tassa sui rifiuti. Lo stesso fenomeno arriverà anche nel 2011 visti i tagli dei trasferimenti dallo Stato e si allunga la lista dei comuni pronti a far scattare l'aumento: da Milano a Palermo ancora se ne discute mentre a Roma il +12% è già stato deliberato nonostante la media del 2010 parlasse già di 317 euro annui, a Venezia un +23,6, ad Aosta e a Trento un +9,3 per cento, a Genova il +6,5% con Bologna pronta a far salire le tariffe del 5,1%.

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