Aumento dell'Iva: nuove ipotesi per scongiurarlo

Pagare altri debiti della Pa alle imprese oppure rimodulare l'Imu per evitare il passaggio dal 21 al 22%. Ma il ministero si oppone.

Pd e Pdl fanno asse contro il ministro dell'Economia Saccomanni. Al centro c'è ovviamente il paventato aumento dell'Iva e la timidezza del ministro nel bloccarlo, per evitare "soluzioni creative" che possano far risalire il deficit. Allo studio dei partiti due ipotesi: pagare alle imprese altri 15 miliardi del debito della pubblica amministrazione, portando a un incremento del gettito Iva senza toccare l'aliquota dal 21 al 22%; in alternativa rimodulare l'Imu e trovare da lì le risorse per fare fronte al mancato aumento.

E così, un'inedita alleanza tra Fassina e Brunetta porta Pd e Pdl a fare gioco di squadra sulla questione. Il piano del viceministro punta a stoppare fino al gennaio 2014 l'incremento dell'Iva. Soldi che si possono recuperare pagando altri 15 miliardi alle imprese creditrici. In questo modo, non solo si dà ossigeno alle aziende, ma aumenta automaticamente il gettito dell'Iva.

Di quanto? Il viceministro Fassina l'ha calcolato in 2 miliardi di euro. Non solo, visto che il deficit previsto è dell'1,8% contro il vincolo del 3%, si potrebbe usare questo spazio per conservare le aliquote all'attuale livello con la legge di Stabilità del 2014.

Il problema in tutto questo è che Saccomanni non sembra essere d'accordo. Le ragioni sono quelle espresse martedì durante la riunione: "Non possiamo rischiare di tornare indietro proprio adesso che siamo usciti dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo. Perderemmo la nostra credibilità. Non possiamo fare nuovo debito".

E qui spunta la proposta del Partito Democratico: un congelamento per tre mesi dell'aumento Iva, la cui copertura arriverebbe da una rimodulazione dell'Imu per la fascia appena sotto le ville e le case di lusso. Si calcola che questo significhi ottenere almeno metà del gettito totale dell'Imu. Ovviamente, il Pdl è contrario.

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