La tassa di concessione governativa sui cellulari non è dovuta

La tassa di concessione governativa sui telefoni cellulari �¨ illegittima, questo almeno secondo quanto stabilito dalla Commissione tributaria del Veneto
Secondo l'Adoc (Associazione per la difesa e l'orientamento dei consumatori) la tassa di concessione governativa sui cellulari non è dovuta, questo stando ad una recente sentenza della Commissione Tributaria del Veneto che ha dichiarato tale balzello illegittimo. Secondo i Giudici tributari, pertanto, tutti i titolari di un abbonamento (ma non di un piano ricaricabile) sia privato sia business possono richiedere la restituzione di quanto versato a tale titolo. Il massimo rimborsabile può arrivare fino a 464,76 euro per le imprese e gli enti locali e fino a 186 euro per i privati, in sostanza, si può recuperare quanto versato allo Stato per tre anni.

Finora la tassa di concessione governativa era prevista per tutti gli intestatari di abbonamenti di telefonia mobile. I consumatori devono pagare sul loro conto telefonico 5,16 euro al mese, mentre i titolari di utenze business (enti locali e aziende) sono costretti a versare un importo ancora più alto, 12,91 euro mensili, anche se il costo può essere detratto all'80% nella dichiarazione di redditi.

L'imposta è diventata oggetto di dibattito e polemiche anche prima del pronunciamento della commissione tributaria regionale perché la sua abolizione avrebbe dovuto avvenire già anni fa: l'adozione del Codice delle comunicazioni elettroniche aveva di fatto abrogato la norma, tant'è che il governo nel 2007 si era impegnato a cancellare la tassa. Tuttavia, considerata l'entità del gettito (750 milioni di euro all'anno), la decisione è stata rimandata.

Le Compagnie telefoniche rimborseranno quanto prelevato per la tassa governativa? Dare una risposta è difficile, tutto dipenderà dalla pronuncia dei Giudici tributari veneti, se questa non rimarrà una mosca bianca nel panorama giurisprudenziale, gli operatori telefonici non potranno sottrarsi al rimborso.

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