Boom di sfratti nel 2010, tutta colpa della crisi

Boom di sfratti, colpa della crisi economica
Record di sfratti nel 2010. Secondo la ricerca condotta su dati Ministero degli Interni, l’anno scorso sono stati operati 65.489 sfratti, risultando in una crescita pari al 6,5% rispetto al 2009 e validi a stabilire il numero record di sfratti da qui a 15 anni addietro.Nel dettaglio, la ricerca ha appurato, rispetto al 2009, un calo delle richieste di esecuzione presentate all’ufficiale giudiziario del 5,6%, ma un aumento degli sfratti esecutivi dell’8,1%. Entrando ancor più nel dettaglio, l’indagine rileva come gli sfratti per morosità abbiano fatto registrare, nel corso degli anni, un costante aumento sia in termini assoluti sia in termini che percentuali sul totale: nel 1983, infatti, con 17.895 provvedimenti rappresentavano il 13% degli sfratti emessi, mentre nel 1997 avevano raggiunto la quota del 50% del totale con 26.332 provvedimenti. L’anno scorso, punto culminante di questa ascesa, gli sfratti per morosità sono stati 56.147, evidenziando una crescita dell’8,9% sul 2009 e addirittura del +29% nel biennio 2008-2010. Che la situazione sia peggiorata in modo sostanziale lo si evince anche dal rapporto tra i provvedimenti si sfratti emessi e il numero delle famiglie residenti in Italia: nel 2010 si è arrivati al rapporto di uno sfratto ogni 380 famiglie, a fronte di uno sfratto ogni 539 famiglie nel 2001 e uno ogni 401 famiglie nel 2009.

Negli ultimi cinque anni sono stati emessi circa 268mila provvedimenti di sfratto, di questi oltre 216mila per morosità, mentre 127mila sono state le esecuzioni di provvedimenti emessi anche in periodo precedenti. Ogni anno il numero di coppie, singoli e famiglie che sono obbligati a lasciare una casa in locazione in cui risiedono aumenta perché non riescono a pagare l’affitto dell'alloggio, una situazione resa ancor più drammatica se l’inquilino è un giovane. I motivi purtroppo sono sempre determinati dalle locazioni troppo alte rispetto ai redditi troppo bassi, di norma precari o percepiti all’ingresso nel mondo del lavoro, mentre il classico mutuo dedicato all’acquisto di un immobile, risulta impraticabile soprattutto pensando alle future prospettive salariali.

Secondo dati Ires, su elaborazione di rilevazioni della Banca d’Italia, circa il 60% degli under 35 guadagna non più di 1.000 euro al mese, a cui si devono comunque aggiungere un 13,2% di disoccupati.Uno stipendio che non permette in alcun modo di far uscire i bamboccioni fuori dalla casa paterna dal momento che la locazione media mensile si aggira intorno ai 650 euro.

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