Bolli sui depositi titoli, alcuni chiarimenti

Dopo l'aumento dei bolli su depositi titoli, l'Agenzia delle Entrate chiarisce alcuni aspetti delal riforma
Il decreto sviluppo ha modificato l'importo dei bollo dovuto sui rapporti di deposito titoli superiori a 50.000 Euro. L'Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 40 del 4 agosto 2011, ha precisato le modalità di calcolo di tale importo, nonchè ipotesi particolari, quali, ad esempio, l'esistenza di più conti correnti o di più cointestatari.

Andiamo con ordine.

La riforma ha lasciato immutato la tassa per i depositi al di sotto dei 50.000 euro, determinando, per importi superiori, scaglioni ai quali ha abbinandoto diversi importi d'imposta di bollo.Il tributo è dovuto per le comunicazioni relative ai rapporti di custodia amministrazione titoli, inviate dalle banche e da altri intermediari finanziari.

Lo scaglione in cui si ricade dipende dall'importo del deposito alla data di chiusura del periodo rendicontato: non contano, pertanto, giacenze medie o altri ammontari. Peraltro, in caso di più depositi dello stesso cliente presso la stessa banca i bolli andranno pagati più volte. Nel caso in cui la somma di detti depositi superi 50.000 euro, sul deposito che eccede tale importo andrà corrisposto il bollo secondo le nuove norme.
In caso di depositi cointenstati il bollo andrà corrisposto una volta sola.

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