Iva, Imu, lavoro. Franceschini: bisogna scegliere

Il ministro per i rapporti con il Parlamento: "in cima a tutto c'è da affrontare la disoccupazione giovanile. Per me, prima di Imu e Iva".

Prima di Iva e Imu viene il lavoro. Parola del ministro per i rapporti con il Parlamento Dario Franceschini secondo cui bisogna agire per priorità. In un’intervista al Corriere della Sera stamattina il ministro spiega:

“In cima a tutto c'è da affrontare la disoccupazione giovanile. Per me, prima di Imu e Iva".

Serve, dice Franceschini:

"una grande operazione di defiscalizzazione su tutto il territorio nazionale".

Come chiedono, da tempo, industriali e sindacati. Ridurre le tasse sul lavoro per ridare fiato a imprese, lavoratori e consumi. Agire contemporaneamente su lavoro, Imu e Iva comporterebbe, aggiunge il ministro:

una manovra da 7-8 miliardi per il solo 2013. Sono troppi e bisognerà scegliere. Sull'Imu dovremo decidere entro luglio (...). Sull'aumento dell'Iva, occorre decidere entro fine mese. Tutti vorremmo evitarlo, ma solo bloccarla fino al 31 dicembre costerebbe 2 miliardi di euro.

Il nodo è sempre quello, le risorse che non ci sono. Il presidente del consiglio Enrico Letta, impegnato oggi al G8 di Lough Erne, in Irlanda del Nord, e il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni stanno cercando di scongiurare l’aumento dell’aliquota Iva ordinaria dal 21 al 22%, dal primo luglio, ma a Palazzo Chigi al momento prevale il pessimismo.

Come ribadisce anche oggi in una intervista a Repubblica il ministro dello sviluppo economico Flavio Zanonato, ci vorrebbe una specie di miracolo per evitare l'incremento. E Saccomanni non è un santo.

© Foto Getty Images

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