L'estate oscura del mercato del vetro

Estate calda per la filiera del vetro, il mercato cede ancora.
L'industria del vetro è legata a doppio filo al settore dell'edilizia. Nei primi otto anni del 2000, il boom delle costruzioni ha spinto le aziende del settore a una crescita a doppia cifra. Nel 2009 la crisi economica ha colpito duramente tutta la filiera: le aziende vetrarie hanno visto un calo del fatturato e degli ordini a causa del crollo dei consumi, i produttori di macchinari e beni intermedi hanno risentito della mancanza di investimenti. Tra il 2010 e l'inizio del 2011 ci sono stati i primi concreti segnali di ripresa, ma dall'inizio di luglio la situazione sembra essere nuovamente peggiorata.

Il quadro, comunque, non è del tutto negativo: il presidente del Gimav è ottimista: «la crisi del settore dipende esclusivamente da fattori esogeni, non endogeni. Le piccole e medie imprese italiane sono ben capitalizzate, godono del sostegno del sistema bancario e già da 20 anni ricavano l'80% del fatturato dalle esportazioni».

I risultati del 2010 dimostrano che la filiera del vetro italiana risponde bene agli stimoli di ripresa esterni. Nel corso del 2010, il fatturato complessivo del settore è stato pari a 1,04 miliardi di euro (+4,12% nell'anno), di cui 700 milioni legati al sotto-settore del vetro piano e altri 340 milioni al vetro cavo. Circa 800 milioni di euro, pari all'80% del fatturato complessivo, derivano direttamente dalle esportazioni, con un saldo commerciale positivo per 725 milioni di euro. Risultati positivi, ma ancora lontani dai livelli del 2008, quando il fatturato era pari a 1,4 miliardi di euro (poi scesi a 1 miliardo nel 2009) e le esportazioni ammontavano a 1,03 miliardi (ridottesi a 740 milioni nel 2009).

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