Agenzie di rating: le nuove norme

Dal 20 giugno regole più severe per Standard & Poor's, Fitch, Moody's & co.

Le agenzie di rating sono state al centro di una marea di polemiche, per il loro potere di influenza giudicato eccessivo sulla politica e la finanza mondiale. Potere espresso attraverso gli ormai celebri marchi di Tripla A ecc. ecc. che possono gettare in crisi un'intera nazione e scatenare gli attacchi della speculazione internazionale. Ma riguarda anche le grosse banche, visto, per esempio, che alla vigilia del crollo di Lehman Brothers l'agenzia Standard & Poor's gli affibbiava un rating più che positivo.

Dal 20 giugno, o almeno questo è il tentativo, le cose dovrebbero cambiare e le agenzie attenersi a nuove norme che le obbligheranno a rispondere del loro operato. In poche parole, Standard & Poor's, Fitch e Moody's dovranno fare molta più attenzione nel giudicare la solvibilità (capacità di ripagare il debito) di uno stato. "Più trasparenti e più responsabili", per usare le parole di Michel Barnier, commissario Ue per il Mercato interno e i servizi.

Ma come funzionerà la cosa? Le istituzioni finanziarie dovranno maggiormente fare ricorso a valutazioni interne di rischio del credito, evitando di affidarsi sempre ad agenzie esterne. Mentre le autorità di vigilanza europee dovranno evitare riferimenti ai rating esterni. Non solo: saranno eliminate le valutazioni del credito se si vedrà che queste creano effetti "meccanicistici" (in cui quindi a una determinata valutazione segue una precisa risposta da parte dei capitali interessati).

Per evitare bruttissime sorprese all'apertura delle borse, le agenzie non potranno più lanciare all'improvviso come bombe le loro valutazioni sugli stati, ma predisporranno un calendario per indicare quando valuteranno gli Stati membri. E queste valutazioni non saranno più di tre per anno, escluse deroghe eccezionali. Inoltre, sempre per il discorso delle borse, queste valutazioni potranno essere pubblicate solo di venerdì e dopo la chisura delle borse.

Si procederà anche all'eliminazione di quello che a molti è parso un conflitto d'interessi: la partecipazione azionaria delle agenzie, che sarà molto limitata. Le agenzie dovranno comunicare pubblicamente se un azionista che detiene il 5% o più del suo capitale detiene allo stesso tempo il 5% o più di un'entità sottoposta a rating; qualora un azionista detenga il 10% o più del capitale o dei diritti di voto di un'agenzia di rating, e detenga anche il 10% o più del capitale o dei diritti di voto di un'entità sottoposta a rating, la legislazione vieta all'agenzia di rating in questione di procedere alla valutazione.

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