Anche la Confcommercio dice no al TFR in busta paga

Un coro di no alla proposta di corrispondere mensilmente il TFR maturato. L'opinione della Confcommercio.
Come abbiamo visto nell'articolo pubblicato ieri, il governo lavora all'inserimento della liquidazione direttamente nella busta paga dei lavoratori. L'ipotesi al momento più accreditata è quella di spalmare il Tfr mese per mese, con l'obiettivo di stimolare i consumi.

La proposta ha raccolto un coro di no, ultimo, quello del Confcommercio. Secondo Francesco Rivolta

Per poter dare un giudizio definitivo sulla proposta di mettere a disposizione del lavoratore le quote future del suo TFR occorrera' chiarire e affrontare alcuni elementi importanti. Il primo e' il rapporto tra la previdenza complementare individuale e il TFR del singolo lavoratore. La mancanza di lungimiranza su questo tema rischia di compromettere il decollo della previdenza integrativa e quindi i livelli pensionistici futuri. Il secondo potrebbe derivare dal rischio di perdita di liquidita' delle imprese, soprattutto quelle sotto i cinquanta dipendenti che hanno mantenuto in cassa il TFR. In terzo luogo - conclude il numero due di Confcommercio - occorrera' valutare se, con questa operazione, gli oneri sul versante dell'IRPEF a carico dei lavoratori aumenteranno cosi' come quelli a carico delle imprese

  • shares
  • Mail