Crescono i buoni lavoro, grazie agli studenti

A far crescere la domanda di buoni lavoro è la presenza di giovani studenti impegnati nella raccolta della frutta in campagna dove e' stato utilizzato quasi un buono lavoro  su quattro degli 20,3 milioni contabilizzati dall'Inps
A far crescere la domanda di buoni lavoro è la presenza di giovani studenti impegnati nella raccolta della frutta in campagna dove e' stato utilizzato quasi un buono lavoro su quattro degli 20,3 milioni contabilizzati dall'Inps. E' quanto afferma la Coldiretti nel ricordare che dal primo giugno i giovani dai 16 ai 25 anni di età regolarmente iscritti ad un ciclo di studi ''possono lavorare durante l'estate ed essere remunerati con voucher, i buoni lavoro che comprendono gia' la copertura assicurativa e previdenziale e non sono soggetti a ritenute fiscali''.

La fine della scuola coincide con il periodo di maggior impiego di lavoro nelle campagne dove si svolgono le attivita' di raccolta di verdura e frutta come ciliegie, albicocche o pesche durante l'estate fino alla vendemmia che si concentra nel mese di settembre. Per gli studenti lavorare nei campi significa spesso prendere contatto con il mondo del lavoro in un momento di crisi dove è difficile trovare alternative occupazionali. Ma anche fare una esperienza diretta a contatto con la natura, i suoi prodotti ed una cultura che ha fatto dell'Italia un Paese da primato a livello internazionale nell'offerta di alimenti e vini di qualità.

''I voucher", spiega la Coldiretti, "rappresentano uno strumento che offre interessanti opportunita' di reddito e occupazione a categorie particolarmente deboli e risponde coerentemente alle richieste di semplificazione del lavoro nei campi che puo' cosi' meglio esprimere le proprie potenzialita' in un momento di crisi, senza con cio' destrutturare il mercato del lavoro agricolo.

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