Esiste privacy per i contribuenti? Rispondi al nostro sondaggio

Negli ultimi anni sono state introdotte numerose disposizioni che hanno consentito all'amministrazione finanziaria di acquisire un'enorme mole di informazioni nei confronti dei contribuenti. Questo è giusto?
Negli ultimi anni sono state introdotte numerose disposizioni che hanno consentito all'amministrazione finanziaria di acquisire un'enorme mole di informazioni nei confronti dei contribuenti.

Si tratta di misure che in genere limitano il diritto alla riservatezza del contribuente ma che hanno trovato giustamente giustificazione nella necessità di un adeguato contrasto dell'evasione fiscale. Attualmente l'agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza per ciascun contribuente, oltre a tutte le informazioni contenute nelle dichiarazioni (redditi, costi, spese, volume di affari, ecc) possono conoscere in tempo reale sia la proprietà di immobili, beni mobili registrati (auto, moto, eccetera), sia la stipula di negozi giuridici sottoposti a registrazione (mutui, finanziamenti, locazione, leasing, donazioni, successioni, eccetera).

Gli uffici dispongono poi di informazioni che vengono comunicate da altre amministrazioni, enti e società nei confronti di ciascun contribuente: contratti e consumi di energia elettrica, acqua, gas, stipula di assicurazioni, pagamenti di contributi, iscrizioni ad albi, ordini, comunicazioni delle camere di commercio.

A questo enorme patrimonio informativo, occorre poi aggiungere ulteriori dati che negli anni l'amministrazione ha acquisito con richieste dirette. Si tratta dei contribuenti che frequentano circoli prestigiosi, centri ippici, che hanno figli in scuole private, informazioni su viaggi di lusso, sull'acquisto di piscine, sulla frequentazione di centri di benessere esclusivi, eccetera.

Tutto questo è giusto? Rispondi al nostro sondaggio.

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