Continua lo sciopero dei farmacisti. Il tramonto di Ippocrate parte seconda.

sciopero farmacisti

Confermato lo sciopero, ma sarebbe più giusto parlare di "serrata", dei farmacisti per l'intera giornata di oggi.

Federfarma ha puntato i piedi e le farmacie private terranno chiuse le serrande in tutta Italia. Eccezione la Lombardia (leggi) dove, in seguito all'intervento deciso del presidente della Regione, Roberto Formigoni, che ha invitato l'associazione di categoria a "desistere" dall'attuare forme di protesta pur rilanciando il suo impegno nella difesa della rete di punti vendita qualificati, i camici bianchi protesteranno sì contro il decreto Bersani tenendo però gli esercizi aperti al pubblico.

La Federazione Nazionale dei farmacisti conferma, ancora una volta non solo, di non avere a cuore la salute dei cittadini ma anche di fregarsene dei diritti (quello a curarsi) e delle libertà (quella di decidere se scioperare o meno) sancite e riconosciute. Nel primo pomeriggio di ieri la Federfarma ha stabilito la sospensione per quattro mesi dell'associazione provinciale delle farmacie della provincia di Bolzano per non aver aderito allo sciopero, lo stesso per la provincia di Bologna colpevole di cercare una linea di dialogo con il governo. Uguale comportamento nei confronti dei farmacisti di Firenze, Prato, Trento e Sassari. D’accordo i picchetti che fanno pure parte delle “regole del gioco” ma quando a farli è un l’organo rappresentativo nazionale dell’intera categoria?

Si fanno sempre più accesi intanto i toni delle associazioni dei consumatori, in particolare quelli del Codacons che chiede alla Turco la revoca o la sospensione della licenza ai farmacisti ribelli ed ipotizza il reato di attentato alla salute e alla sicurezza pubblica e dell'Aduc che butta benzina sul fuoco.

A parte i potenziali danni alla salute dei cittadini, stemperati dalla presenza delle farmacie comunali, che restano aperte con turni più lunghi, ciò che realmente mi lascia allibito é il disinteresse quasi totale di alcuni settori e categorie per il bene collettivo.

Fermo restando che anche lo sciopero é diritto "sacrosanto" sancito dalla costituzione e dalle leggi, tuttavia in alcuni casi mette a rischio altri diritti alcuni dei quali senz'altro più "vitali".

E cosa dovrebbero dire allora quei ferrovieri che, a causa degli scioperi selvaggi a favore della sicurezza dei loro viaggiatori, sono stati licenziati, passati alla gogna mediatica e processati dall'opinione pubblica? (leggi)

Se blocchi un treno o un aereo blocchi il diritto alla mobilità ma se impedisci ad un malato di curarsi il danno é senz'altro più grave.

Un viaggio si può sempre rinviare un’emergenza sanitaria invece no!

Intanto la commissione di garanzia ha definito gli scioperi dei farmacisti illegittimi perché violano “la regola del preavviso, nonché quello della durata massima di una protesta e dell'intervento minimo”. (leggi)

E’ davvero così difficile per noi italiani giocare rispettando le regole?

E' davvero così difficile assegnare delle "priorità"?

Urge fare chiarezza!

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