Gli interessi economici italiani in Libia

Gli interessi italiani in Libia valgono una quarantina di miliardi di euro. La parte più cospicua riguarda il petrolio e il gas e coinvolge lâ��Eni. Gli interessi italiani in Libia valgono una quarantina di miliardi di euro. La parte più cospicua riguarda il petrolio e il gas e coinvolge l’Eni. La Libia produce a regime circa 85 milioni di tonnellate di petrolio e quaranta miliardi di metri cubi di gas. Il valore complessivo annuo del suo petrolio, a 80 dollari il barile, è di circa 45 miliardi di dollari. Togliendo i costi e il consumo locale e aggiungendo il provento del gas, esporta circa 40 miliardi di dollari annui di idrocarburi, in gran parte in Italia.

L’Italia, con l’accordo del 2008 ha versato 5 miliardi di dollari in venti anni con rate annuali di 250 milioni, come indennizzo per i costi arrecati dalla sua occupazione. Essi sono devoluti, in gran parte alla costruzione di una autostrada di 1.700 chilometri che dovrebbe attraversare tutta la Libia, collegandola all’Egitto e alla Tunisia, che dovrebbe essere costruita dalle nostre grandi imprese di lavori.

Ci sono, inoltre, importanti progetti anche nel settore meccanico, elettronico, e marittimo. Principali imprese italiane che operano in Libia, oltre a quelle dell’Eni, ossia Agip, Snam, Saipem e Snam Progetti, sono Ansaldo, Edison, Tecnimont; le grandi imprese edili; Enel. E anche molte aziende medie e piccole.

Le finanze di Tripoli hanno una partecipazione nell’Eni dell’1%, nella Fiat e in Finmeccanica del 2%, in Unicredit addirittura del 4,99%.

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