Lavori autonomi, tasse al 5%, ma per pochi

La manovra economica prevede tasse al 5% per i lavoratori autonomi, ma per pochi, pochissimi
La manovra riscrive le regole per i contribuenti minimi. L’imposta sostitutiva passa dal 20 al 5%, ma i vincoli per accedere al nuovo regime si irrigidiscono determinando a partire dal gennaio 2012 il trasferimento di molti dei contribuenti che fino a quel momento avevano goduto del regime agevolato in un nuovo regime intermedio degli ex minimi o delle mini partite IVA.

L’imposta sostitutiva ridotta al 5% sarà applicata solo a chi ha intrapreso un’attività di impresa, arte o professione successivamente al 31 dicembre 2007 e varrà per il periodo d'imposta in cui l'attività è iniziata e per i quattro successivi. Per i giovani, il periodo di aliquota fissato al 5% può essere maggiore ma fino al massimo al compimento dei 35 anni. Ad esempio, un quarantenne che ha iniziato l'attività nel primo anno di entrata in vigore del nuovo regime, cioè nel 2008, ne uscirà dal 1° gennaio 2013, mentre se l'ha iniziata nel 2011, manterrà il regime fino al 31 dicembre 2015; se il nuovo imprenditore ha iniziato l'attività nel 2010, quando aveva 25 anni, potrà beneficiare del regime dei minimi fino al 2020.

A queste due precondizioni di massima, vanno ad aggiungersi altri requisiti stabiliti dal d.l. 98/2011:
a) Il contribuente non deve aver esercitato, nei tre anni precedenti l’avvio dell’attività, alcuna attività artistica, professionale, o qualsiasi altra forma d’impresa anche in forma associata o familiare;
b) l’attività da esercitare non deve costituire, in nessun modo, una prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l’attività precedente rientri in un periodo di pratica obbligatoria per poter esercitare arti o professioni;
c) se si prosegue un’attività svolta precedentemente da un altro soggetto l’ammontare dei ricavi non deve essere superiore a 30 mila.

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