Il commercio mondiale cala, la colpa è del Giappone

Il commercio mondiale cala dell'8%
Ricordate lo tsunami ed il disastro nucleare che ha colpito il Giappone l'11 marzo scorso e il batterio killer che questa estate ha mietuto diverse vittime tra Germania ed Europa? Cosa hanno in comune? Sono tra le cause del sensibile calo (-8%) che nel primo semestre dell'anno ha colpito il commercio mondiale.

Secondo uno studio di Capgemini consulting, la causa principale del calo è da attribuire alle ricadute dello tsunami e dell'incidente nucleare di Fukushima che hanno colpito il Giappone il marzo scorso: i due eventi hanno paralizzato l'economia del paese, che ha visto la produzione industriale arretrare del 6% e i suoi scambi mondiali del 2% nel secondo trimestre.

A cominciare dagli Stati Uniti, che hanno registrato una forte diminuzione della produzione di auto, sotto l'effetto di una penuria di pezzi e componenti abitualmente importati dal Giappone. Nel secondo trimestre le importazioni di vetture negli Usa sono diminuite di 2 miliardi di dollari al mese. E non sono stati risparmiati neanche Gran Bretagna, Australia, Canada e Francia, che hanno registrato ribassi tra il 2 e il 3% delle loro importazioni.

Ma c'è anche un altro responsabile del calo del commercio mondiale: il batterio Escherichia coli. La crisi agricola provocata dalla sua proliferazione ha rallentato del 4% gli scambi europei nel secondo trimestre del 2011.

Quanto alle previsioni per il prossimo trimestre, non c'è tanto da stare allegri. Se infatti il Giappone comincia a poco a poco a risollevarsi e il batterio killer è stato debellato, l'aggravamento della crisi del debito e la caduta delle borse potrebbero avere un forte impatto sull'economia reale e deprimere il morale dei consumatori.

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