Fallimento ordinato delle banche: accordo all’Ecofin. Chi paga?

A pagare in caso di fallimento degli istituti di credito non saranno gli Stati, ma azionisti, obbligazionisti meno assicurati e alla fine i correntisti.

I ministri dell'Economia e delle Finanze dell’Unione europea riuniti in una sessione starordinaria dell’Ecofin hanno raggiunto un primo accordo sul meccanismo di fallimento ordinato delle banche. A pagare in caso di crisi finanziaria degli istituti di credito non saranno gli Stati, ma i cittadini. Al fallimento, al cosiddetto bail-in, saranno chiamati a partecipare in prima battuta gli azionisti, poi gli obbligazionisti meno assicurati, e alla fine i depositi bancari, ad esclusione di quelli sotto i 100mila euro. E si diceva che Cipro non fosse il modello, di sicuro ha segnato una via.

La bozza di accordo precisa che sono esclusi in modo permanente dal bail-in i depositi garantiti, le obbligazioni garantite, pensioni e salari dei dipendenti dell'istituto in fase fallimentare. E che le autorità nazionali di risoluzione avranno il potere di escludere o escludere parzialmente altri soggetti dal fallimento ordinato delle banche.

L'accordo sottoscritto prevede la creazione di fondi cuscinetto con gli Stati membri che dovranno istituire fondi di risoluzione affinché l’intervento sia efficace in caso di una crisi di liquidità delle banche. Il fondo va perciò costituito prima che si verifichi una situazione critica. Le risorse nazionali dovranno raggiungere in 10 anni un livello pari:

"ad almeno lo 0,8% dei depositi garantiti di tutte le istituzioni creditizie autorizzate nel Paese''.

Questo per fornire:

''sostegno provvisorio sotto forma di prestiti, garanzie, acquisti di asset''.

Secondo il nostro ministro dell’economia Fabrizio Saccomanni si tratta di:

“un buon compromesso nella direzione dell'unione bancaria, contribuisce a spezzare il circolo vizioso tra rischio sovrano e rischio bancario".

Il progetto di accordo dovrà ora passare al vaglio del Parlamento europeo, mentre oggi a Bruxelles si tiene il vertice Ue su bilancio, crescita e lavoro. Presente il premier Enrico Letta, fresco del Cdm che ieri ha varato il pacchetto lavoro e rinviato di tre mesi l’aumento dell’Iva.

© Foto Getty Images

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