Unimpresa chiede tagli alla spesa pubblica per 15 miliardi

Secondo Unimpresa si possono tagliare 15 miliardi dalla spesa pubblica evitando così l'aumento dell'Iva tra tre mesi

L'appello lanciato da Unimpresa (l'Unione nazionale d'impresa) al governo è forte, preciso, ed ha alle spalle il pericolo che, nonostante il rinvio, l'Iva possa aumentare al 22% tra pochi mesi: Unimpresa, alla ricerca di soluzioni alternative agli acconti fiscali, decisamente consistenti, per garantire la copertura al rinvio dell'aumento Iva al 22%, ha così lanciato la richiesta choc al governo Letta.

Già la scorsa settimana il presidente di Unimpresa Paolo Longobardi, subito dopo la decisione di rinviare l'aumento dell'Iva, aveva parlato chiaramente di "errore tattico":

"Le imprese e le famiglie italiane hanno bisogno di risposte di altro tipo che diano rassicurazioni e fiducia. La crisi e la recessione si combattono con interventi seri e non con pannicelli caldi. Per evitare in maniera strutturale l’innalzamento dell’aliquota Iva è necessario trovare una copertura da 4 miliardi di euro l’anno."

Oggi Unimprese torna all'attacco, chiedendo un taglio alla spesa pubblica di 15 miliardi al fine non solo di scongiurare l'aumento di Iva e la rata Imu di ottobre, ma addirittura per arrivare ad un abbassamento della pressione fiscale su cittadini ed imprese; una proposta che certamente farà discutere.

Ma come fare?

"Eliminando subito i 10 mld di stanziamenti a fondo perduto alle imprese e riducendo i costi della Pubblica amministrazione di 5 mld. Con le risorse risparmiate si potrebbe far calare, già nel 2013,la pressione fiscale dell'1%."

Già Longobardi pochi giorni fa aveva parlato di 800 milioni di euro di sprechi da tagliare, ma da qui ad arrivare a 5 miliardi di tagli solo per il pubblico ce ne passa. Due i campi da gioco, secondo Unimprese: il primo riguarda un'azione di massa sul denaro che le PA garantiscono alle imprese e il secondo relativo ad un taglio del 3.5% sulla spesa pubblica, che immetterebbe subito denaro liquido nelle casse dello Stato (quantificato in 5 miliardi).

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