Indice Pmi manifatturiero sale a 49,1 punti a giugno

L'attività del settore manifatturiero italiano a giugno si è contratta meno marcatamente dall'estate del 2011. Gli analisti si aspettavano un indice pari a 48,3 punti.

A giugno 2013 l'indice Pmi manifatturiero italiano si è portato a 49,1 punti, sui massimi da luglio 2011, dai 47,3 del mese precedente secondo l’elaborazione di Markit Economics. L'indice rimane al di sotto dei 50 punti, soglia che separa la crescita dalla contrazione. Gli analisti si attendevano un indice pari a 48,3 punti. L'attività del settore manifatturiero a giugno in ogni caso si è contratta meno marcatamente dall'estate del 2011, data di inizio del ciclo negativo del comparto.

L’indice Pmi elaborato da Markit, società attiva nei servizi di informazione finanziaria globale, si basa su un'indagine tra i direttori acquisti, che evidenzia i segnali di un allentamento della fase recessiva dell'economia italiana, grazie al buon andamento del nostro export, anche se la domanda interna resta debole.


I livelli di produzione sono migliorati per il terzo mese consecutivo, con l'indice relativo cresciuto a 50,3 da 46,8, sopra i 50 punti, livello che non si vedeva da settembre 2011. A giugno i nuovi ordini hanno continuato a contrarsi, nonostante il sesto aumento mensile di fila di quelli esteri, e le imprese hanno continuato a tagliare sul personale ma a un ritmo meno mercato rispetto a maggio.

Questa per l’economia italiana è la fase di recessione più lunga dal secondo dopoguerra, come ci ricorda l’andamento del Pil, in caduta libera da ben 7 trimestri consecutivi. Tuttavia la fase più acuta del ciclo economico negativo dovrebbe essere terminata. Il mese scorso secondo l'Istat, la fiducia delle imprese manifatturiere e quella dei consumatori si sono portate ai massimi da marzo del 2012. Per il centro studi di Confindustria l’economia italiana tornerà lentamente a crescere solo nel quarto trimestre 2013 e Pil quest’anno subirà una flessione di 1,9 punti percentuali.

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