S&P, stime Pil zona euro in calo, conferma Italia a +0,8%

I dati del secondo trimestre hanno rivelato una forte decelerazione dell\'economia in tutta Europa, anche se la regione sembra in grado di evitare un nuovo ravvicinato periodo recessivo.
I dati del secondo trimestre hanno rivelato una forte decelerazione dell'economia in tutta Europa, anche se la regione sembra in grado di evitare un nuovo ravvicinato periodo recessivo. È l'opinione degli economisti di Standard & Poor's che in un rapporto dedicato alle prospettive economiche dell'Europa sottolineano l'aumento dei rischi sulla crescita, tagliando contemporaneamente le previsioni sul Pil della zona euro a +1,7% per il 2011 e a +1,5% sul 2012, contro l'1,9% e l'1,8%, rispettivi stimati in luglio.

S&P conferma tuttavia le recenti stime sull'Italia, il cui Pil è visto in crescita dello 0,8% sia quest'anno sia il prossimo. Riguardo al vecchio continente, il capo economista per l'Europa di S&P Jean-Michel Six afferma: "continuiamo a ritenere che un vero e proprio double dip sarà evitato poichè vediamo numerose fonti di crescita nei prossimi 18 mesi, compresa una domanda ancora molto forte dai mercati emergenti e la presistente ripresa, sebbene in fase di indebolimento, della spesa per investimenti delle aziende". "Nondimeno dobbiamo riconoscere che i rischi al ribasso sono significativi. In particolare seguiremo da vicino il trend della domanda dei consumatori nei prossimi trimestri".

Per la Francia le nuove stime indicano un +1,7% sia nel 2011 sia nel 2012, contro un +2,0% e un più 1,9% rispettivi stimati in precedneza.

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