Addio alle lampadine ad incandescenza!

Addio lampadine ad incandescenza, almeno in Europa. Dal 1° settembre 2011, saranno bandite dal mercato europeo quelle da 60 watt
Addio lampadine ad incandescenza, almeno in Europa. Dal 1° settembre 2011, saranno bandite dal mercato europeo quelle da 60 watt. Le lampadine da 100 e 75 sono state già ritirate e dal 2012 non ci saranno più neanche quelle da 40. Un passaggio in più fasi dalle lampadine tradizionali a quelle lampadine a risparmio energetico che permettono un risparmio energetico fino all'80 % rispetto a quelle meno efficienti a incandescenza.

Per l'occasione il Commissario europeo all'energia Gunter Oettinger ha dichiarato:

Hanno fatto parte della nostra vita quotidiana per così tanto tempo che sembra incredibile che debbano sparire. Per quale ragione? La lampadina di Edison, che ha prodotto luce per più di 100 anni consuma troppa energia per la luce che produce. Le nuove lampadine consentono di risparmiare fino all'80% di energia e durano 10 volte più a lungo. Cambiando tutte le lampadine una famiglia media può tranquillamente risparmiare fino a 50 euro l'anno di elettricità e l'insieme dell'UE può risparmiare l'equivalente della produzione annuale di 10 centrali elettriche e 15 tonnellate l'anno di emissioni di CO2, il che equivale a ritirare dalla circolazione 7 milioni di automobili

Queste misure ed altre già introdotte da sole non consentiranno comunque di conseguire gli obiettivi in materia di efficienza energetica. Vista la situazione attuale, nel 2020 raggiungeremo solo un miglioramento del 10% dell'efficienza energetica ossia metà dell'obiettivo stabilito.

Per questa ragione la Commissione ha presentato nel giugno di quest'anno nuove proposte che non riguardano più unicamente le utenze domestiche ma anche gli enti pubblici, le imprese energetiche e l'industria. Un settore importante è costituito dall'edilizia abitativa. L'isolamento e le ristrutturazioni degli edifici sono fondamentali. Per questo motivo viene proposto un raddoppio della percentuale di ristrutturazioni per gli enti pubblici (da 1,5 a 3%).

Via Help Consumatori.

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