Quanto conta l'abbigliamento in ufficio?

Quanto conta l'abbigliamento in ufficio? Aiuta la carriera?
In ufficio l'abito fa il monaco. La scelta del vestiario da indossare sul posto di lavoro e in sede di colloquio ha un'importanza fondamentale. Nel nostro Paese le aziende non hanno ancora la tendenza a codificare in un dress code le regole di abbigliamento che vorrebbero vedere rispettate dai propri dipendenti.

Se si fa eccezione per alcuni tipi di imprese che preferiscono un look casual da parte dei propri collaboratori tutte le aziende italiane più importanti richiedono che in ufficio si vada vestiti in modo non informale e che si seguano alcuni accorgimenti relativi all'immagine a tutto tondo.

Ecco alcune regole non scritte di look che andrebbero sempre osservate da chi lavora in un ufficio:
a) indossare abiti sobri e non troppo vistosi che diano sempre un'immagine di professionalità:
b) scegliere e abbinare i colori con attenzione;
c) ricorrere agli abiti eleganti quando le situazioni di lavoro lo richiedono.
d) evitare tatuaggi e piercing sul corpo troppo in evidenza.
e) presentarsi in ufficio sempre curati e in ordine, facendo attenzione all'igiene personale, senza esagerare con profumi e deodoranti troppo forti;
f) non indossare gioielli che danno troppo nell'occhio;
g) scegliere una pettinatura non troppo eccentrica.
h) evitare le scarpe da ginnastica.

Naturalmente, chi viola queste norme non può essere sanzionato salvo nel caso in cui ci sia un regolamento aziendale scritto. Ma ci sono alcune situazioni in cui un'azienda può escludere una persona in base all'abbigliamento con cui si presenta. Una, per esempio, è la promozione: l'impresa, senza renderlo noto, può elargirla a un dipendente anziché a un altro anche perché lo ritiene più sensibile alle esigenze aziendali in tema di immagine.

Via Yahoo.

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