G20, Saccomanni: “ipotesi vendita quote società pubbliche per fare cassa”

Il titolare dell'Economia a margine dei lavori del G20 di Mosca: "il Tesoro potrebbe cedere quote di società pubbliche, incluse Eni, Enel e Finmeccanica, per ridurre il debito".

Il ministro dell’Economia Fabrizo Saccomanni in un’intervista a Bloomberg Tv a Mosca, a margine dei lavori del G20, stamattina dice che potrebbero essere mese in vendita quote di società pubbliche per tagliare il debito italiano:


“Non escludo che il Tesoro possa cedere quote di società pubbliche, incluse Eni, Enel e Finmeccanica, per ridurre il debito. Ci sono una serie di questioni da regolare, perché queste società sono redditizie e assicurano dividendi che vanno a favore del bilancio pubblico. Quindi dobbiamo anche considerare la possibilità di usare questo come collaterale in schemi di riduzione del debito".

Una garanzia collaterale dunque, a fronte di un debito pubblico che a maggio ha toccato la cifra record di 2.074 miliardi di euro, con gli asset delle partecipazioni del Tesoro che potrebbero essere utilizzate appunto come copertura per operazioni finanziarie nell'ottica di:

“uno schema che consenta l'accelerazione della riduzione del debito. Tra le ipotesi note anche la cessione di immobili del Demanio".

A una domanda su quando l’Italia intercetterà la ripresa Saccomanni ha risposto che:

“si materializzerà tra il secondo e il terzo trimestre":

Lo slogan della tre giorni del G20 di Mosca è "creare lavoro per vivere e prosperare". Si discuterà soprattutto di allentamento della crescita economica, dell'elevato tasso di disoccupazione e della volatilità, crescente, dei mercati finanziari.

Gli incontri saranno preceduti, per la prima volta nella storia del forum, da una sessione che coinvolgerà i ministri del Lavoro dei paesi partecipanti. Le conclusioni saranno poi inviate al summit dei leader del G20 che si terrà il 5 e 6 settembre a San Pietroburgo.


Che cos’è il G20?


Il G20 è il gruppo dei ministri dell'Economia e delle Finanze e dei governatori delle banche centrali dei paesi più industrializzati, quelli del G8 in testa, che dal 1999 si riunisce ogni anno per favorire l'internazionalità e la concertazione economica in un quadro di perseguita armonia con le economie in sviluppo, emergenti. Del G20 fanno parte i 19 paesi più industrializzati, eccezion fatta per Spagna, Paesi Bassi e Svizzera, più l’Unione europea. Il forum economico-finanziario è stato creato dopo la grave crisi economica di fine anni Novanta e si compone di tre sottogruppi. Innanzitutto quello del G8, composto dai sette paesi più industrializzati del mondo ovvero Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Italia, Germania, Canada, Giappone e Russia. C’è poi il G5, cioè le cinque potenze emergenti su scala globale: Messico, Brasile, Sud Africa, India e Cina. Il terzo sottogruppo, in cui è inserita anche l'Ue, è formato da Paesi scelti per diverse ragioni economiche, sociali e politiche: Argentina, Turchia, Arabia Saudita, Corea del Sud, Indonesia, Australia.

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