IMU: no all'abolizione secca sulla prima casa?

Per il 2013 sconti ed esenzioni in base a superficie e reddito.

Aggiornamento 11.40 - Secondo indiscrezioni riportate stamattina dal quotidiano La Stampa l'Imu sulla prima casa si pagherà solo quando l'immobile supera i 10 vani ed è di almeno 150 metri quadri, indipendentemente dalla classe catastale di appartenenza. L’accordo trovato ieri nel corso dell’incontro tra governo e maggioranza tenutosi al Tesoro farebbe perno su questo punto. Stretta anche sulle abitazioni dei centri storici delle città, spesso accatastate come popolari, e sulle ville classificate come rustici e case rurali.

La nuova Imu ingloberà anche l’addizionale Irpef e la Tares, sul modello della Council Tax inglese, ma per vedere la luce ci vorrà il 2014. Sono le ultime novità che trapelano in merito alla riforma della tassazione immobiliare che il governo Letta intende varare entro fine agosto.

Per quest'anno non ci sarebbe l’abolizione secca dell’imposta sulla prima casa: costa troppo (4 miliardi), a meno di fare cassa con l’istituzione di nuove tasse.

Il Pd chiede sconti ed esenzioni legati a superficie e reddito per il 2013. La strada che l’esecutivo starebbe seguendo - tenuto conto che si sta lavorando a una riforma per un catasto più equo - prenderebbe in considerazione il valore reale dell’immobile: cioè la superficie e gli altri parametri di mercato. L’Imu sulla prima casa rimarrebbe solo sugli immobili di prestigio, in una formulazione però più ampia delle attuali categorie A8 e A9.

Ieri sera dopo il tavolo tecnico al Ministero dell’Economia sui nodi Imu e Iva lo stesso titolare di Via XX settembre, Fabrizio Saccomanni, ha parlato di soluzioni condivise e in dirittura d’arrivo.

È apparsa più prudente Linda Lanzillotta, vice presidente del Senato, che ha preso parte all’incontro per il suo partito, Scelta Civica:

Abbiamo impostato un metodo per riuscire ad arrivare entro il 30 agosto ad una proposta di rimodulazione dell’Imu.

Di abolizione non si parla già più.

Abbiamo inoltre sottolineato come questo intervento deve avvenire con adeguate coperture, tenendo fermi gli equilibri di finanza pubblica e realizzando una più equa ridistribuzione della tassazione.

Per evitare invece l’aumento dell’Iva, Saccomanni all’uscita dalla riunione ha spiegato che:


il tavolo ha concordato che sarà compito della maggioranza parlamentare individuare e proporre eventuali correttivi alle coperture già indicate dal governo nel Dl che ha rinviato al 1 ottobre l'aumento dell'aliquota dal 21 al 22%.

Le coperture sono state finora individuate con l’anticipo degli acconti Ires, Irpef e delle ritenute delle banche.

© Foto TM News

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