Eurisko, come cambiano i consumi degli italiani

Eurisko, come cambiano i consumi degli italiani
I consumi degli italiani stanno cambiando e cambiano anche i consumatori. E' un movimento per ora evidente in una fascia alta di persone ma tendenzialmente rivolto a tutti i consumatori. A riflettere sul passaggio "verso un nuovo modello di consumo" è un seminario organizzato da Eurisko.

Sintetizza il presidente Giuseppe Minoia: "La crisi dei consumi non è solo quantitativa. I consumi cambiano anche perché i convincimenti, i desideri e i bisogni evolvono. Cambiano i modi di pensare la spesa. E anche la grande fascia di popolazione sta evolvendo. Il senso del nuovo modello, trainato dalle élite, riguarda la ricerca del meglio in tema di benessere, in una sintesi di valori sostenibili". E aggiunge: "Il Novecento è alle spalle. Abbiamo preso le distanze dalla cultura di massa, abbiamo capito che le proposte generaliste possono essere nocive, abbiamo capito che il piacere sta nell'equilibrio e che il bene-essere è lo scopo ultimo. Siamo diventati più attenti, più informati, più esigenti, più competenti anche grazie alla cultura di massa della seconda metà del Novecento, dalla quale tutti oggi tendono a prendere le distanze".

Si va verso un nuovo modello di consumo trainato dalle élite. La crisi sta riconfigurando i modelli di consumo. In che modo? il 46% afferma che dopo la crisi tornerà ai consumi precedenti, ma il 41% afferma che seguirà un modo di consumare diverso. Percentuale che sale al 59% fra le élite (target con elevata capacità di spesa, interessato alle novità, culturalmente attivo), al 57% fra gli studenti, al 56% fra i laureati.

Si afferma l'abitudine agli acquisti responsabili, tanto che un terzo degli italiani (35%) dichiara di non aver acquistato qualche prodotto perché poco responsabile dal punto di vista ambientale o sociale. La percentuale, anche qui, sale al 60% nella èlite, al 55% fra i laureati, al 48% fra gli studenti, al 44% nella fascia di età compresa fra i 35 e i 44 anni.

Spiega Anselmi: "La crisi ha rafforzato e amplificato un processo di cambiamento che era già in atto. C'è un consumatore che negli ultimi anni abbiamo visto diventare sempre più selettivo e attento a quello che spende, indipendentemente dalla disponibilità di risorse. Per élite parliamo di un 20% che ha maggiori risorse. Questo segmento, che ha più denaro da spendere, si muove nella direzione di un contenimento e di una riduzione quantitativa. Questo è un segnale che va nella direzione in cui si sta muovendo, per necessità o per scelta, anche il resto della popolazione".

Via Helpconsumatori.

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