Sport Utility Vehicle: utili si, ma a chi?

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Si é aperta ufficialmente la stagione della "caccia al ricco"? (leggi)

Sarà pure così, ma tra i sit-in al billionaire, gli appuntamenti al Cala di Volpe, le sfilate on the beach ed il concerto di Enrique Inglesias (1.000 euro a capoccia), i paperon de paperoni "nostrani" non hanno dimenticato sugli yacht i loro orologi e decoltè più costosi di una casa. (leggi)

"Cosa c'é di male a godersi il frutto delle proprie fatiche?" ribatte qualcuno "io lavoro tutto il santo giorno perché non posso godermi il mio aereo privato, la mia Porsche e la mia Ferrari?"

Alla voce del verbo dilapidare: champagne da 7.000 euro, ballerine e petali di rosa, "molto meglio di una serata a base di barbera e pecorino sotto la tenda da campeggio."

Perché in Italia i "Cipputi" sono in via di estinzione, blatera qualcun altro, e lo dimostra il fatto che negli ultimi anni il mercato del leasing delle auto di lusso é in costante crescita. Non importa poi che l'auto di lusso beve come un'idrovora e che "quel lusso" poi bisogna anche poterselo mantenere. Non importa nemmeno che la scelta del noleggio a lungo termine permetta un risparmio fiscale medio del 15% rispetto alla gestione di un parco auto di proprietà, soprattutto quando a pagare il leasing é la ditta e l'auto venga fatta passare come auto di proprietà dell'azienda. Non importa perché con il leasing tutti gli italiani possono permettersi la Porsche o la Lamborghini.

Intanto: la stima dell'evasione Irpef è calcolata al 17,6 per cento del totale, una forbice fra i 25,2 e i 28 miliardi di euro. Secondo il World wealth report di Merrill Lynch e Cap Gemini (mica del Manifesto), nel 2004 gli italiani che superavano una ricchezza individuale di oltre 1 milione di dollari erano 195 mila. L'Associazione italiana di private banking, per il 2005, ha stimato in 702 mila le famiglie con un patrimonio finanziario oltre i 500 mila euro. Peccato che al fisco, con le dichiarazioni dei redditi 2004, risultino solo 55 mila italiani con un imponibile annuo superiore ai 200 mila euro.

E che dire delle 130 mila auto da oltre 50 mila euro immatricolate nel 2005, di cui 579 Ferrari? Non sono forse un indice di ricchezza? Nel 2005 sono stati venduti circa 40 mila sport utility (utili a chi?) vehicle (2.654 Porsche Cayenne e 3.848 Jeep Cherokee in più) su 150 mila fuoristrada. Proprio partendo da questi presupposti la manovra correttiva (art. 36comma 11 del Dl 223/06 in legge 248/2006) non riguarderà solo le auto di lusso ma anche gli autocarri e gli autoveicoli ad uso speciale. I Suv, le macchinone a quattro ruote motrici da 50.000 euro che, se acquistate per motivi personali, non potranno perciò godere delle agevolazioni previste per autocarri e imprese.

Lodevole almeno nel principio l'iniziativa del nuovo Governo che prova a mettere mano nella titanica lotta all'evasione fiscale, purtroppo però, almeno questa volta, esiste il rischio certo che a pagare lo scotto sarà davvero una parte del ceto medio italiano (che tanto piace ai nostri milionari), che non possiede la Ferrari o la Porsche, ma che, approfittando del cambio delle norme europee di classificazione dei veicoli (direttiva 98/14), per "convenienza fiscale" aveva fatto passare come autocarro o autoveicolo speciale la loro familiare. Trattasi di auto anche molto piccole come smart, o station wagon e monovolumi (fiat "marea", "multipla", Opel "Zafira" e Renault "Scénic").

Ora non rimane che attendere la fine delle vacanze e la parola definitiva del direttore dell'agenzia delle entrate.

Il lusso fa davvero girare l'economia?

Per ora sembra far girare solo qualcos'altro.

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