Adusbef: nessun miracolo dalla Santa intesa!

santa intesa

Non si schiera di certo tra i fan della tanto reclamizzata Santa Intesa, Adusbef, che nei giorni scorsi ha fatto notare come "le operazioni di fusioni e aggregazioni bancarie iniziate nei primi anni novanta,non sono finora riuscite a ridurre gli elevatissimi costi dei servizi bancari, che restano tra i più elevati del mondo,né a produrre vantaggi per i consumatori, che in molti casi al contrario,hanno dovuto subire un peggioramento della qualità dei servizi bancari offerti, generando caos e gravissime disfunzioni addossate alla clientela,almeno nelle prime fasi di concentrazione dei differenti servizi."

Crollo verticale della fiducia dei consumatori che, secondo le ultime indagini dell'associazione, sarebbe a tal punto logoro che il 65% circa degli intervistati preferirebbe mettere i soldi sotto il materasso piuttosto che affidarli all’istituto di credito. (leggi)

Invece dei vantaggi tanto professati dai sostenitori delle grosse fusioni "le aggregazioni bancarie, rileva l'Adusbef, hanno portato ad un netto e decisivo peggioramento della qualità dei servizi offerti oltre ad un aumento del loro costo. (leggi) Numeri alla mano nel 1994, quando le banche erano 1.037 con 22.133 sportelli bancari, un conto corrente non convenzionato, con 11,5 operazioni mensili, costava 217,88 euro. Le fusioni e le concentrazioni (398 dal 1993 al 2005) hanno ridotto il numero delle banche, da 1.037 a 778 (-259) e fatto aumentare il numero degli sportelli, che sono passati da 22.133 a 31.000 (+8.867). Ma, invece di far abbattere i costi dei conti corrente, li hanno fatto aumentare del 155,39%. Gli utili, al contrario, sono più che raddoppiati,passando da 7,8 mld di euro a 18,7 mld di euro.

Adusbef mette in guardia da un'operazione spacciata come una panacea per gli interessi dei consumatori, e che invece finirà nelle tasche di una "combriccola di potere" pronta a beneficiare del prossimo indulto.

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