PIL in caduta libera, è l'8° calo consecutivo. L'Istat: record negativo

Si tratta dei valori peggiori dal 1990. Il ministro del Welfare Giovannini: "nel terzo e nel quarto trimestre si potrà avere un segno positivo".

Secondo la stima preliminare dell'Istat nel secondo trimestre del 2013 il Prodotto interno lordo (Pil) corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è calato dello 0,2% sul trimestre precedente e del 2,0% rispetto al secondo trimestre dell'anno scorso. È l'ottavo calo consecutivo, i valori peggiori dal 1990. Un record negativo assoluto.

Il calo congiunturale è il risultato di diminuzioni del valore aggiunto in tutti e tre i macro settori di attività economica, l'agricoltura, l'industria e i servizi. Il secondo trimestre di quest'anno ha avuto una giornata lavorativa in meno del trimestre precedente ma lo stesso numero di giorni lavorativi rispetto al secondo trimestre 2012.

La variazione del Prodotto interno lordo acquisita per il 2013 è pari a -1,7%, dato che supera il calo previsto dal governo (-1,3%). Tuttavia il ministro del Welfare, nonché ex presidente dell'Istat, Enrico Giovannini, rimane ottimista. I segnali di ripresa ormai si intravedono, ha spiegato stamani, poco prima della diffusione della stima, a Radio Anch’io:

"Nel secondo trimestre il Pil avrà ancora un segno meno ma nel terzo e nel quarto si potrà avere un segno positivo".

Mettendo fine a una:

"recessione che ormai dura da due anni".

Nello stesso arco di tempo preso in esame il Pil è aumentato in termini congiunturali dello 0,4% negli Usa e dello 0,6% nel Regno Unito. In termini tendenziali, sull'anno, il Pil è cresciuto dell'1,4% negli Stati Uniti così come in Gran Bretagna.

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