Prepensionamenti e incentivi per far ripartire l’editoria

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega per l’editoria Giovanni Legnini: "si tratta di un’intesa importante che coinvolge, per la prima volta, l’intera filiera dell’editoria italiana"

Prepensionamenti in cambio dell'assunzione di giovani. Si può riassumere così l’accordo raggiunto tra governo e rappresentati del mondo dell’editoria, per arginare la crisi del settore e farlo ripartire. L’annuncio, dopo due mesi di serrato confronto, è arrivato direttamente dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega per l’editoria Giovanni Legnini:

«si tratta di un’intesa importante che coinvolge, per la prima volta, l’intera filiera dell’editoria italiana: produzione news, pubblicazione (stampa e online) distribuzione e vendita».

Spiega ancora Legnini che l’accordo:

«segue la risoluzione parlamentare approvata il primo agosto scorso dalla commissione Affari Costituzionali del Senato e costituirà la base per un prossimo intervento normativo. La crisi dell'editoria è andata vieppiù aggravandosi negli ultimi mesi e da essa si esce avendo chiari gli obiettivi che si vogliono conseguire, gli strumenti da utilizzare e le risorse, seppur scarse, che si possono impegnare. È ciò che abbiamo inteso definire insieme a tutti i protagonisti del mondo dell'Editoria, e gli obiettivi concordati saranno la base per costruire un vero e proprio piano industriale di rilancio del comparto, che avvieremo nei prossimi mesi, parallelamente ai primi interventi normativi più urgenti».

In sintesi l'intesa - cui hanno aderito tra gli altri Fieg (Federazione Italiana Editori Giornalisti) Fnsi (Federazione Nazionale Stampa Italiana) e Inpgi (Istituto Nazionale Previdenza Giornalisti Italiani) prevede - attraverso un rifinanziamento della legge 416 (risalente al 1981), nuovi prepensionamenti in cambio di assunzioni di giovani e l’inserimento di nuove figure professionali nell’online. Previsti anche una serie di incentivi per migliorare la rete di vendita e per le nuove piattaforme web. La traduzione normativa del piano è prevista entro settembre.

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