Statali: stipendi bloccati per tutto il 2014

Il blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici si traduce secondo la Cgil in un taglio di 200 euro mensili in busta paga.

Tra le importanti misure varate ieri dal Consiglio dei ministri prima della pausa estiva, c’è anche l’approvazione del regolamento che proroga al 31 dicembre 2014 il blocco della contrattazione e degli stipendi per i dipendenti statali.

L'adozione del regolamento, spiega in una nota l’esecutivo, è necessaria per:

la particolare contingenza economico-finanziaria, che richiede interventi non limitati al solo 2013, i cui effetti sono stati già scontati sui saldi di finanza pubblica

A favore del blocco degli automatismi di stipendio per i dipendenti della Pubblica amministrazione si sono già espressi sia il Consiglio di Stato, sia le commissioni parlamentari competenti.

Il blocco sugli stipendi e degli scatti di carriera dei 3 milioni di dipendenti pubblici era stato introdotto nel 2011 dal IV governo Berlusconi per tagliare la spesa pubblica. Nel dettaglio, rimangono al palo i trattamenti economici individuali, vengono ridotte le indennità corrisposte ai responsabili degli uffici di diretta collaborazione dei Ministri e ai dirigenti oltreché bloccati tutti i meccanismi di adeguamento retributivo, gli scatti di stipendio e le progressioni di carriera.

I sindacati del settore pubblico sono sul piede di guerra mentre il governo assicura che a settembre insieme alle parti sociali verrà aperto il tavolo sui rinnovi contrattuali, congelati da 4 anni. Il ministro della Funzione pubblica Gianpiero D’Alia rivendica il primo passo in avanti in questa direzione dopo quasi un lustro. La trattativa, dice:

anche se riguarda solo la parte normativa, e non economica, ci mette nelle condizioni di poter riprendere un circuito virtuoso delle relazioni sindacali, che in questi anni purtroppo è stato abbandonato ed è stata una delle cause della demotivazione del personale pubblico.

Il ministro è consapevole che gli statali hanno pagato un conto salato per la crisi, ora però dovranno:

essere coinvolti nelle politiche che il governo intende fare e che servono a migliorare la qualità e la quantità dei servizi che si offrono a famiglie e imprese.

Cgil, Cisl e Uil parlano di:

minimo passo in avanti, certo non sufficiente, che tuttavia consentirà la ripresa delle trattative dopo 4 anni di blocco. Il ministro D'Alia sembra aver capito che nessuna riforma è possibile senza il confronto con i lavoratori. Ma la timidezza di questa e di altre iniziative del Governo non aiuta. Servono impegni concreti e soprattutto risorse.

Il blocco degli stipendi degli statali si traduce per il 2013 in un taglio di 200 euro mensili secondo i calcoli della Cgil. L’Aran calcola che nel 2011-2012 le buste paga dei dipendenti pubblici si sono ridotte dell'1,3% facendo risparmiare 6,6 miliardi di euro allo Stato.

© Foto TM News

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