Prepensionamenti per 200mila statali: il ministro D’Alia smentisce

Il ministro della Pubblica amministrazione: eccedenze di personale per circa 8 mila unità, riassorbite per il 50% con procedure di mobilità, per l'altro 50% attraverso l'esodo volontario.

Il ministro della Funzione pubblica Gianpiero D’Alia smentisce oggi le indiscrezioni di stampa che parlavano di un piano da 200mila prepensionamenti per gli statali.

Ai microfoni di Radio Anch'io il ministro stamattina ha detto:

"Questi numeri non li abbiamo, e non li abbiamo dati. La notizia non corrisponde al vero. Ci sono varie ipotesi allo studio che potremo confermare solo dopo una verifica condivisa in Consiglio dei ministri. Ciò che possiamo dire con assoluta certezza è che stiamo lavorando ad un piano di riorganizzazione delle pubbliche amministrazione che preveda l'abbattimento di una serie di spese a cominciare dall'uso eccessivo delle auto blu, alle consulenze; e che stiamo lavorando per individuare un percorso per reperire risorse per finanziare la contrattazione di secondo livello". 

E ancora:

"Stiamo applicando le norme sulla spending review del precedente governo e abbiamo stimato che questa contrazione delle P.A. comporterà eccedenze di personale per circa 7-8 mila unità, per il 50% saranno riassorbite con procedure di mobilità, per l'altro 50% attraverso l'esodo volontario".

Mobilità o pensionamento anticipato dunque.

"Se si dovesse andare avanti per questa strada si adotteranno gli stessi criteri, nessuno verrà mai licenziato" 

ha aggiunto D'Alia.


Statali: prepensionamenti per tagliare 200mila posti?


12/08/2013 - Il governo Letta, impegnato nel reperire risorse, sarebbe pronto a varare un piano che prevede il taglio di circa 200mila dipendenti statali.

La mannaia dell’esecutivo sul pubblico impiego andrebbe a ridurre il personale, i cui stipendi e contratti saranno bloccati ancora per tutto il 2014, di una fetta consistente: quasi il 7% su un organico complessivo di 3 milioni. Prospettiva che farebbe risparmiare un paio di miliardi di euro alle casse dello Stato.

Il governo non pensa a licenziamenti di massa ma a pensionamenti anticipati per gli chi ha più di 57 anni. I fondi secondo il ministro della Funzione pubblica Gianpiero D'Alia e quello del Lavoro Enrico Giovannini sarebbero da dirottare a premi e incentivi per la produttività.

È evidente che il piano sconfesserebbe almeno in parte l’ultima riforma pensionistica che porta il nome dell’ex ministro del Welfare Elsa Fornero - che ha allungato l’età pensionabile e creato la questione esodati - ma potrebbe incontrare il favore dei sindacati del pubblico impiego sulla base di uno scenario di ulteriori tagli alle super pensioni, alle consulenze e agli sprechi nel settore del pubblico impiego.

  • shares
  • Mail