Il prepensionamento previsto dalla riforma Fornero

Le aziende possono anticipare di 4 anni il pensionamento dei lavoratori che sono d'accordo, ma devono sobbarcarsi costi elevati.

La procedura Inps di esodo volontario dal lavoro è parte della riforma dell’ex ministro del governo Monti Elsa Fornero. In pratica le aziende possono decidere di far andare in pensionamento anticipato quei dipendenti che per la crisi economica o altri motivi risultano in più, in eccedenza.

Il problema è che per fare ciò le aziende devono sobbarcarsi costi abbastanza alti. L’Inps qualche giorno fa ha diffuso le regole applicative. Le aziende possono anticipare di 4 anni il pensionamento dei lavoratori che vogliono farlo. Però dovranno versare nelle casse dell’Istituto nazionale di previdenza ogni mese l’importo dell’assegno che l’Inps verserà all’ex dipendente fino al raggiungimento del diritto ordinario alla pensione più il 33% dei contributi calcolati sul valore precedente.

Il lavoratore in uscita dall’azienda in ogni caso potrà cumulare l’assegno Inps con eventuali altre retribuzioni, se vuole e riesce e a trovare un nuovo impiego. L’assegno è cumulabile anche con il reddito di lavoro autonomo e co.co.co.

Durante gli anni Ottanta e Novanta, come ricorda Italia oggi, era lo Stato che caricava sulle sue spalle, attraverso l’Inps, il costo delle ristrutturazioni aziendali, incentivando gli esodi volontari dal lavoro. Prepensionamenti di cui hanno potuto beneficiare lavoratori anche 40enni (con ovvio taglio in busta dell’assegno) per affrontare il problema degli esuberi relativo per la stragrande maggioranza dei casi alle aziende parastatali.

© Foto Getty Images

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