Via IMU e Tares: arriva la Taser

La Service Tax, che si chiamerà Taser, era stata approvata dal Consiglio dei ministri del IV governo Berlusconi a ottobre del 2011 per sanare il buco lasciato dall’abolizione dell'Ici sulla prima casa.

Dal 2014 arriva la Taser. Questo il nome di quella che finora è stata chiamata genericamente service Tax, che ha “cancellato” l’IMU sulla prima casa, in realtà inglobandola nel nuovo tributo.

La Service Tax-Taser è "ispirata ai principi del Federalismo Fiscale" si legge nel comunicato diffuso al termine del Consiglio dei ministri di ieri e sostituisce, anche qui accorpandola, la Tares, la tassa sui rifiuti.

La Taser verrà riscossa dai Comuni e costituita da due componenti, rifiuti e servizi indivisibili. La prima componente, chiamata Tari, sarà a carico di chi occupa, a qualunque titolo, locali o aree suscettibili di produrre servizi urbani.

Le aliquote vanno commisurate alla superficie e sarà compito dei Comuni farlo in autonomia ma nel rispetto del principio comunitario "chi inquina paga" e comunque in modo da assicurare la copertura integrale del servizio.

La seconda componente della Taser si chiama Tasi e peserà sulle tasche di occupa fabbricati e immobili. Sempre in ossequio a principi del federalismo fiscale - che per come è stato adottato fin qui ha portato solo a un aumento dei costi sia per le amministrazioni centrali che locali - sarà il Comune a stabilire come base imponibile o la superficie o la rendita catastale.

La Tasi, riguarda quindi la tassazione immobiliare e sarà a carico del proprietario, perché i beni e i servizi pubblici locali concorrono a determinare il valore commerciale dell'immobile, e dell'occupante, il quale usufruisce dei beni e servizi locali. Per l’ente comunale sono previsti ampi margini di manovra pur sempre entro i limiti della legge quadro statale.

Il gettito potenziale che i Comuni otterranno dai tributi di loro competenza sarà preservata nel rispetto del principio federalista dell'autonomia finanziaria dei diversi livelli di governo. La libertà del comune nella fissazione delle aliquote sulla nuova tassa sarà in ogni caso limitata verso l'alto per evitare di far crescere troppo il carico fiscale sui cittadini-contribuenti.

La Service Tax già a dicembre per cancellare l’IMU

27 agosto 2013 - La cancellazione della rata IMU di dicembre sulla casa principale sarà compensata con l’introduzione anticipata della Service Tax, la nuova tassa sui Servizi indivisibile dei Comuni.

La quadratura del cerchio non è stata ancora trovata nella variegata maggioranza che sostiene, non si sa ancora per quanto, il governo Letta. Ma la soluzione di compromesso che si lima in queste ore prevederebbe per il versamento di dicembre lo stesso meccanismo di calcolo che partirà nel 2014 con la Service Tax. L'ultima rata IMU si trasformerebbe insomma nella prima rata della nuova Service Tax.

Per questa via la famigerata imposta sulla prima casa scomparirebbe (diventando in pratica parte della nuova tassa) e il risparmio medio per ogni famiglia sarebbe di 115 euro sulla base dei calcoli della Uil che stima come ad oggi si paghino in media 225 euro di IMU e 305 di Tares. Tolta la prima, ogni famiglia dovrebbe infatti versare 110 euro per pagare i “servizi indivisibili” dei Comuni, accorpati appunto nella Service Tax, che però graverebbe anche sugli affittuari che si troveranno a fare i conti con l'introduzione di una nuova gabella.

La Service Tax per archiviare l’IMU sulla prima casa. Quanto si risparmia?

16/08/2013 - La riforma della tassazione immobiliare, promessa entro fine agosto dal governo Letta, passa per la cosiddetta service Tax. L’esecutivo tenta di sminare la bomba IMU, che rischia di far deflagrare la maggioranza, con il Pdl che vuole la cancellazione totale dell’imposta sulla prima casa (costo 4 miliardi) e il Pd che ne chiede una rimodulazione, un superamento, ma non l’abolizione totale.

L’ipotesi service tax, il contributo ai servizi indivisibili dei Comuni, dovrebbe dimezzare i costi dell’IMU sulla prima abitazione, ma a pagarla potrebbero essere anche gli affittuari. La nuova tassa inoltre non includerà quella sui rifiuti (Tares) che sarà autonoma e da pagare separatamente.

La service tax era stata approvata dal Consiglio dei ministri del IV governo Berlusconi a ottobre del 2011 per sanare il buco lasciato dall’abolizione dell'ICI sulla prima casa. Poi venne il governo Monti che introdusse appunto l'IMU.

Quanto costa la service Tax? Secondo il Servizio politiche territoriali della Uil ad oggi mediamente ogni famiglia paga 225 euro per l’IMU sulla prima casa e 305 euro per i rifiuti.

Se L’IMU sparisse (inglobata in realtà nella service tax) ogni nucleo familiare dovrebbe versare 110 euro extra per finanziare l'illuminazione pubblica, l'anagrafe, la polizia municipale e gli altri "servizi indivisibili" dei Comuni.

Il risparmio per ogni famiglia sarebbe dunque appena 115 euro, la metà di quanto si paga oggi per l’IMU sull’abitazione principale, con l’aggravante che un'intera categoria, gli affittuari, dovrebbe pagare una nuova tassa.

© Foto TM News

  • shares
  • Mail
3 commenti Aggiorna
Ordina: