Lettera alla Ue, dal Governo una finzione

Lettera alla Ue, dal Governo una finzioneLiberalizzazione dei servizi pubblici locali, privatizzazioni, dismissioni. La lettera che il Governo italiano ha inviato a Bruxelles continua a far discutere: di quali liberalizzazioni si tratta? È un po' questo il tenore generale di diverse reazioni critiche, da quelle dell'opposizione ai liberi farmacisti, che non vedono novità di rilievo negli annunci consegnati all'Europa.

Certo, sul fronte governativo la valutazione è diversa, e anche se si sta costruendo un fronte comune dei sindacati per l'intervento sui licenziamenti facili, il sottosegretario al ministero dello sviluppo economico con delega all'energia Stefano Saglia parla di "un documento vincolante" per "aumentare le possibilità di crescita del nostro paese" e aggiunge che "la riforma della legislazione sul lavoro introduce la flexicurity: da un lato concede più liberta alle aziende e dall'altro fornisce più garanzie per la tutela dei lavoratori".

Sul versante delle liberalizzazioni, lo scetticismo è grande. Secondo Antonio Lirosi c'è "solo fumo e niente arrosto sul capitolo delle liberalizzazioni nella lettera di intenti che il Governo ha trasmesso all'Unione Europea. Senza alcuno scrupolo, si fanno passare per nuovi interventi norme parziali e inefficaci già archiviate oltre che provvedimenti nei quali la stessa maggioranza non ha mai creduto".

Via Ansa.

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