Professionisti, la metà guadagna sotto i 15mila euro

Professionisti, la metà guadagna sotto i 15mila euro
Il quadro del mercato del lavoro per gli avvocati e gli architetti, i medici e gli ingegneri, i commercialisti e gli altri profili professionali, tracciato dalla ricerca dell'Ires-Cgil e dal titolo "Professionisti, a quali condizioni?", racconta di un esercito di cinque milioni di persone, in costante e precario equilibrio tra stabilità e incertezza.

Racconta di un 17,8% di loro che si dice "affermato" ma che soffre per il mancato riconoscimento delle proprie competenze. Parla di un 68,5% "autodefinito con scarse tutele", che si sente autonomo ma vorrebbe un più potere contrattuale. Ma soprattutto lancia l'allarme sul 20 per cento dei professionisti italiani a "rischio precarietà": una componente «obbligata ad aprire una partita Iva ma che di fatto svolge una prestazione tipica del lavoro subordinato».

L'indagine, basata su 4mila interviste, prende in esame sia i professionisti autonomi sia i dipendenti. E disegna un loro preciso identikit. A partire dai primi, che sono concentrati in gran parte nelle regioni del Nord Italia (53,9%), hanno un livello d'istruzione elevato (il 79,6 per cento ha almeno una laurea breve) e anche un'età media piuttosto avanzata, che arriva ai 42 anni. Il 70,3% di essi, inoltre, ha una partita Iva e incarichi a termine (79,8%) non legati ai risultati da raggiungere ma alla durata della collaborazione: che solo nel 20,6% dei casi analizzati è prestata per un unico committente, mentre nel restante 79,4% viene offerta a diversi soggetti, spesso senza che ce ne sia uno principale.

Via Ansa.

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