Federal Reserve divisa sulla riduzione degli acquisti di bond

Gli investitori si aspettano che il taglio degli stimoli all’economia da parte della banca centrale USA inizi già il mese prossimo. Di sicuro entro fine dicembre.

La pubblicazione delle minute dell’ultima riunione di politica monetaria del board della Federal Reserve non chiariscono i tempi di avvio della fase di riduzione del programma di acquisto di bond da parte della banca centrale Usa.

La maggioranza dei membri della Fed non crede sia ancora il momento di ridurre gli stimoli all’economia reale, altri però sottolineano che presto "in qualche misura" l'entità degli acquisti andrà ridotta. Nei verbali si legge infatti che:


"Alcuni membri hanno enfatizzato l'importanza di essere pazienti e di valutare informazioni addizionali sull'economia prima di prendere decisioni riguardo eventuali cambiamenti al programma di acquisti. Allo stesso tempo alcuni altri indicano (...) che potrebbe essere presto il momento di ridurre in qualche misura gli acquisti".

Icbi in una nota commenta:

"Gli investitori potrebbero essere tranquillizzati dall'individuazione di nuovi target della Fed sul tasso di disoccupazione, che rappresenta uno dei parametri cui guardano le autorità monetarie americane per valutare un possibile cambio di direzione delle proprie strategie sul mercato secondario"

I verbali del Federal open market committee (Fomc) dei governatori centrali della Fed non ha imsomma chiarito quando inizierà il ridimensionamento del programma di quantitative easing, che viaggia al ritmo di 85 miliardi di dollari al mese per l'acquisto di asset. La politica monetaria espansiva ha fatto riprendere il Pil, ma ora il rischio di spinte inflazionistiche è dietro l'angolo.

I mercati si aspettano che il taglio degli stimoli all’economia inizi già a settembre. Di sicuro il primo passo verrà fatto entro fine anno. La riduzione mensile degli acquisti di bond dovrebbe essere pari a 25 miliardi di dollari per poi arrivare a chiudere i rubinetti della liquidità a metà del 2014. Una riduzione graduale per permettere ai mercati, ormai drogati di liquidità secondo alcuni analisti, di assorbire la correzione.

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