Esodati: governo studia salvaguardia per altri 10-15mila

Il Ministro del Lavoro Enrico Giovannini: "intervento normativo per risolvere in modo definitivo un problema che riguarda ancora circa 20-30.000 persone".

Il governo Letta sta valutando di salvaguardare altri 10-15mila esodati con un "travaso di fondi non utilizzati" senza pesare sul bilancio pubblico. Così ha spiegato ieri il sottosegretario al Welfare, Carlo Dell'Aringa, ai microfoni di Radio Anch'io.

Poco dopo gli ha fatto eco Il titolare del Ministero, Enrico Giovannini:

"Il tema degli esodati è stato oggetto di approfondimenti tecnici e si sta valutando l'opportunità di un intervento normativo per risolvere in modo definitivo un problema che riguarda ancora circa 20-30.000 persone. Diverso è il caso di chi ha perso il lavoro e non ha maturato ancora il diritto alla pensione secondo le nuove norme: queste persone non sono esodate, ma disoccupate con scarse prospettive di reimpiego. Per queste stiamo immaginando soluzioni alternative, che però non comportino una modifica della riforma pensionistica".

Con il termine esodati si indicano gli ex lavoratori che dopo aver accettato incentivi dalle aziende per licenziarsi sono rimasti senza salario e senza pensione a causa dell’innalzamento dell’età pensionabile prevista dalla riforma dell’ex ministro del lavoro Elsa Fornero, che com’è noto ha elevato requisiti anagrafici e contributivi.

Un cambiamento in corsa delle regole che riguarda qualcosa come 150mila persone, ma sul numero ufficiale non c’è chiarezza con dati discordanti diffusi da ministero e Inps. Finora con 3 decreti è stata salvaguardata una platea di 130mila esodati.

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