Olimpiadi Rio 2016 a rischio, si fa presto a dire Brics

Ritardi nella costruzione degli impianti, nella pianificazione delle località di gara e nelle infrastrutture, dai trasporti alle reti idriche ed elettriche. E così i Giochi Olimpici di Rio de Janeiro rischiano l’annullamento

Si fa presto a dire Brics, a dare la patente di Paese prepotentemente emergente a un subcontinente dalle mille contraddizioni, nel quale alle straordinarie risorse naturali fanno da contraltare gli altrettanto straordinari socio-economici. La salute del Brasile sembra essere un lusso per pochi eletti e non il democratico riscatto della più grande nazione dell’America Latina.

E anche le Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016 (che seguiranno di due anni i Mondiali di calcio) sembrano essere seriamente a rischio di annullamento a causa di opere e stadi incompleti, un’errata pianificazione delle località di gara, mancanza di denaro, di sponsor e di camere d’albergo per ospitare un evento di dimensioni planetarie.

Il quotidiano carioca Estadao de Sao Paulo ha pubblicato quest’oggi, in esclusiva, il contenuto di una relazione “strettamente riservata” del Comitato Olimpico Internazionale. Un dossier dal quale emerge il ritratto di una città totalmente impreparata ad accogliere l’evento a cinque cerchi e con problemi economici che appaiono di difficile risoluzione. Tutto il contrario di ciò che viene invece comunicato dalla politica e dai promotori dell’Olimpiade brasiliana.

Il resoconto tecnico classifica lo stato delle opere con tre colori: verde per quelle che stanno seguendo il calendario della programmazione, giallo per quelle in pericolo e rosso per quelle in cui il ritardo potrebbe pregiudicare lo svolgimento dei giochi.

Uno dei punti che preoccupa maggiormente il Cio sono le infrastrutture, come le metropolitane Transolimpica, Transbrasil e la Linea 4, tutte in ritardo. Anche le infrastrutture idriche elettriche sono classificate con codice rosso e andranno monitorate da vicino.

Le camere di hotel necessarie per accogliere i giochi sono 45mila, ma a Rio de Janeiro attualmente ne sono disponibili 19.200. Semaforo rosso anche per l’aeroporto.

Ma le preoccupazioni più grandi vedono dalle sedi di gara: l’adeguamento dello stadio Maracanà, le installazioni per gli sport acquatici, le sedi del canottaggio. C’è poi la questione dei ritardi nella costruzione dello stadio João Havelange e gli ostacoli che potrebbero condurre al discredito del laboratorio antidoping. Insomma, pur con la recente benedizione di Papa Francesco, bisognerà rimboccarsi le maniche per poter arrivare in tempo all’appuntamento a cinque cerchi. E tre anni non sono molti se si vuole preparare un’Olimpiade come si deve.

Via | Estadao de Sao Paulo

Foto © Getty Images

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