Anche ai "Liberi farmacisti" non piacciono le liberalizzazioni


Avere più farmacie non diminuisce i prezzi e non favorisce la concorrenza. Mentre Ferderfarma protesta dando l'impressione che l'unico problema per loro sia quello di vedere diminuire il giro d'affari delle singole Farmacie a fronte di un aumento consistente del numero di attività anche le associazioni minori di categoria si dicono deluse dai provvedimenti di liberalizzazione del governo Monti, ma per ragioni opposte.

Il provvedimento appena varato del Governo sulla farmaceutica non aumenta la concorrenza nel settore e, al contrario di quanto affermato dal premier, lascia inalterato lo spazio per i giovani, ovvero lo zero assoluto. Il positivo aumento del numero delle farmacie, che dovremmo verificare se resisterà durante il passaggio parlamentare perché già oggetto di attacco da parte della corporazione dei titolari di farmacia, non è sufficiente per aumentare la concorrenza nel settore.

Questo è il parere del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti che pongono l'accento sul fatto che il governo non abbia avuto il coraggio di accogliere le raccomandazioni dell'Antitrust che aveva chiesto la liberalizzazione dei farmaci in fascia C, quelli vendibili soltanto sotto ricetta medica, ma totalmente a carico dei cittadini.

I vantaggi in termini economici per i consumatori non ci saranno. Le esperienze maturate nel passato (decreto Storace) insegnano che senza il confronto pro-concorrenziale tra due diverse reti distributive non si abbassano i prezzi e non ci sono sconti da parte degli operatori appartenenti ad una stessa rete.

Lo dice la logica, possibile non ci siano arrivati?

Foto | © TM News

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