Un fallimento su tre colpa dei ritardi nei pagamenti


Nel 2011 nel nostro paese sono fallite 11.615 aziende. Tanti sono gli imprenditori italiani che hanno portato i libri in Tribunale negli ultimi 12 mesi e, secondo le stime, il 31% di questi l'ha fatto non solo perché strozzati dalla crisi economica, ma soprattutto perché la prima conseguenza della crisi in Italia è il ritardato pagamento per prestazioni e servizi già venduti e che avrebbero dovuto essere incassati da tempo.

Secondo i dati Intrum Justitia in Europa sono il 25% le aziende che falliscono a causa dei ritardati pagamenti dei loro clienti, ma tenendo conto che nel nostro paese questi ritardi superano la media europea di 26 giorni è naturale vedere un proporzionale aumento delle aziende che chiudono a causa dei pagamenti dilazionati all'infinito.

Negli ultimi 4 anni i ritardati pagamenti sono arrivati in Italia alla soglia record di 53 giorni medi di attesa contro i 27 giorni medi del 2008, quasi due mesi che oggi possono diventare fatali grazie al sistema bancario sempre più restio a concedere credito ai privati e alle attività produttive se si innestano in un sistema nel quale anche i pagamenti "in orario" si attestano sono una media di 180 giorni contro il cliente è la pubblica amministrazione e 103 se il committente è un privato.

Il recepimento della direttiva europea contro il ritardo nei pagamenti è sempre più urgente, soprattutto per contrastare il fenomeno che porta gli imprenditori in mancanza di liquidità ad entrare nella schiera degli "sfiduciati", quanti di fronte alle difficoltà decidono di chiudere piuttosto che andare ancora una volta con il cappello in mano a chiedere aiuto a banche sempre più sorde alle esigenze delle imprese.

Foto | © TM News

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